Analisi formale 2

0
36
L.Van Beethoven – Klaviersonate op. 2 nr. 1 (Primo tempo) ed. Urtext
 
A – B – A1
A
Esposizione: batt.1-48
Tema primo: batt. 1-4
Elisione: batt. 5-8
Transizione bifasica:
                                                prima fase – batt. 9-14
                                                seconda fase: batt. 15-19
Tema secondo: batt. 20-32
Episodio conclusivo, brillante cadenzale: batt. 33-41
Codette al tono del secondo tema: batt. 42-48
B
Svolgimento: batt. 49-100
Tema primo: batt. 49-55
Tema secondo: batt. 56-80
Transizione
                                                parte prima – elaborazione: batt. 48-80
                                                parte seconda – riconduzione: batt. 81-100 ( = anacrusi del                                     primo tema)
Transizione: batt. 95-100
A1
Ripresa dell’esposizione: batt. 101-152
Tema primo: batt. 101-109
Transizione seconda:
                                                prima fase: batt. 110-114
                                                seconda fase: batt. 115-118
Tema secondo: batt. 119-131
Secondo episodio conclusivo, brillante cadenzale: batt. 132-140
Codette: batt. 141-146
Coda: batt. 147-152
Sull’esposizione
 
Tema nell’accordo di tonica ( = tono d’impianto – Fa min.) per grado disgiunto in semiminime di carattere ascendente. Due battute nell’accordo di tonica seguite da due battute nell’accordo di dominante. 
 
Batt. 1,2 = Fa min; 3/4 nell’accordo di dominante. Il registro è acuto, in una scrittura quartettistica; l’elemento tematico nell’esposizione è affidato alla tessitura del violino. Il ritmo armonico, nell’esposizione del primo tema, è: di 2 & 2 battute; dalla batt. 5 è di 1 & 1 per poi terminare nell’accordo di dominante, seguito da una pausa di semiminima coronata.
 
In modo sostanziale nelle prime 8 battute si rimane nella tonalità d’impianto, concludendo l’esposizione con una cadenza imperfetta. Tornando alla battuta 5 nel tema si ha un fenomeno d’elisione, ponendo prima della semiminima puntata, come anche nella battuta 6, una fioritura, nello specifico un’acciaccatura che vuol confermare con l’intervallo di 6a con il Do naturale, il carattere ascendente del tema principale, laddove poi nella settima battuta, l’arpeggiato così stretto in Fa min. conferma, sintetizzando ed al contempo distendendo la tensione, la tonalità di Fa minore. Dalla batt. 10 è presentata la transizione che riprende 1/2 del tema e lo reitera per 5 battute, modulando a toni vicini con cadenze imperfette, giungendo quindi ad una saturazione nella reiterazione e ad un calo di tensione.
 
Dalla batt. 15, fino all’entrata del secondo tema, si ha un ponte della transizione. Il secondo tema, costruito sulla scala maggiore armonica, è di carattere affine e contrastante al primo, discendente per grado congiunto e fin dalla sua entrata viene di seguito reiterato nella stessa tonalità ( = La bemolle); segue una progressione ascendente con quartine acefale per grado congiunto, deminuzio episodio brillante cadenzale codette cadenza perfetta ripresa dell’esposizione ( = a tema primo, b passaggio, c tema secondo).
 
Simone Santi Gubini (Graz, 2014)

Articolo precedenteAnalisi formale 1
Articolo successivoCompositori da Stradivarius
Simone Santi Gubini (1980, Roma) ha studiato composizione, organo e pianoforte al Conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia (2002-2007) e storia e tecniche della musica elettronica con Giorgio Nottoli all´Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (2000-2003). Ha frequentato Masterclass con Brice Pauset, Hans Werner Henze, Wolfgang Rihm, Helmut Lachenmann e Tristan Murail (2004-2007). Nell´inverno del 2006 Simone Santi Gubini ha preso parte, come Artist in Residence, in Villa Medici, Roma, scrivendo il suo primo lavoro (Abstrakte Natur Lebendig, 2006) in un nuovo lessico musicale da lui elaborato nel saggio “Composizione a Parti Uguali” (Vienna, 2011). I suoi lavori sono stati pubblicati dalle edizioni Gallimard, Parigi e La Camera Verde, Roma e spesso sistemano il loro potenziale sulle leggi dell'energia e del rilievo acustico. Ha scritto per il teatro musicale contemporaneo, vive e lavora a Berlino.