Analisi dell’armonia di Bill Evans

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foto tratta da jazzdagama.com

Nella armonia di B. Evans troviamo diverse tipologie di accordi, in particolare sono presenti le 9^ che arricchiscono il sound di accordi maggiori, minori e di VII. Presenti spesso anche gli accordi VII sus ai quali Evans aggiunge molto spesso la 9^ e la b9; altri accordi ovviamente sono i minori e i minori bV, frequentissimi sono gli accordi di VII con +9+5, -9+5. -9-5.

In molti brani di Evans l’armonia è prevalentemente tonale con isole modali, con numerosi II-V-I maggiori e soprattutto minori e numerose modulazioni con temporaneo spostamento dalla tonalità di impianto del brano. Molti ritengono che questo insieme di accordi rappresenti la struttura fondamentale e portante della armonia di Evans. Ritengo che ciò sia almeno in parte da rivedere, infatti a mio parere la vera struttura armonica portante sia quella cromatica discendente o per quinte discendenti (è la stessa cosa perchè il tritono è identico).
Praticamente in ogni brano esiste una fase cromatica che è il vero, personalissimo prodotto della mente di Evans. Queste sequenze accordali cromatiche che sono unite l’una all’altra da un intervallo di semitono riguardano spesso i tritoni, infatti nel brano “One for Elen“, la sequenza tritonica comincia con il tritono di D9 in tredicesima misura e procede per quinte discendenti fino al CVII in ventottesima misura, parliamo quindi di quattordici tritoni che si susseguono cromaticamente uno dopo l’altro!!
La discesa cromatica è presente in molti brani di Evans, ad esempio in “Chromatic tune” essa riguarda gli accordi minori, in sequenza troviamo C-, B-, Bb-, Ab-,G-, C-, ecc, da notare che questi accordi minori non sono seguiti dal VII, quindi siamo in piena armonia modale.
Per finire vorrei quindi richiamare l’attenzione sul vero significato della armonia di Evans che al di là dei vari II-V-I che comunque abbondano in molti altri compositori anche se la poetica di Evans è unica, il vero insegnamento di Evans è la sequenza accordale cromatica con intervallo di semitono o di quinta discendenti tra l’accordo precedente ed il successivo, trattasi di sequenza modale perché quasi sempre tali accordi non rientrano in un concetto tonale di II-V-I.
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GIUSEPPE PERNA, pianista ed insegnante di Armonia Tonale e Modale, è un musicista che propone un modello di improvvisazione totale, che combina il classicismo e il jazz modale d‘avanguardia. La poetica musicale e melodica di Giuseppe Perna è per sua definizione “un tentativo di immersione in sé stessi, per essere in grado di toccare la bellezza” . Nell’arte di G.P. si coglie anche il suo scetticismo sulla società contemporanea, è la musica del fermarsi in tempo, materializzazione nel suono di un vuoto sorprendente, dove l’azione ritmica e melodica spesso è rallentata volutamente per indurre alla riflessione. L’improvvisazione modale libera dal prevedibile e spinge verso l’ignoto di una performance dove l’orchestrazione tipica proposta dalla modernità ufficiale si indebolisce per l’oscuramento dell’ elemento musicale di gravitazione tonale.