Roger Reynolds: la monografia sul violino

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Di Roger Reynolds ne tracciai un brevissimo profilo in mio precedente articolo, in occasione della pubblicazione discografica dell’opera completa per violoncello per Mode R., e a quella sede vi rimando per un’impostazione generale della statura del compositore (vedi qui); per quanto riguarda Aspiration, la nuova monografia della Kairos, mi preme sottolineare che essa va a raggruppare la quasi totalità della composizione dell’americano scritta per solo violino, mettendo in mostra i cambiamenti intervenuti nella scrittura di Reynolds. L’esclusa è Personae, una composizione del 1989, con ensemble da camera e i suoni quadrofonici e stereofonici processati da Rand Steiger, mentre sono contenute Kokoro del ’91, Aspiration del 2004, ImagE/violin & imAge/violin del 2015 e Shifting & Drifting (sempre del 2015), tutti pezzi consacrati/dedicati a Irvine Arditti che, dove previsto, viene affiancato dall’Ensemble inauthentica condotto da Mark Menzies e Paul Hembree alla parte computazionale.
C’è una frase essenziale alla comprensione dei fatti, che viene fuori dalla lunga e splendida intervista inclusa nel libretto che accompagna il cd e che vede in dialogo Reynolds e i protagonisti della registrazione, ossia Irvine Arditti e Mark Menzies, allorché Irvine, ricevendo la partitura di Aspiration, rimanda a Reynolds senza ironia un feedback del tipo: “….why Roger, you’ve written a piece that asks me to play as I was taught to!…”. L’incredibile corrispondenza tra la riflessione artistica e la musica, quell’idioma fondamentale della musica di Reynolds che si getta davanti agli “occhi” immediatamente nell’ascolto, sembra essere stato sterilizzato! Reynolds fornisce alibi al cambiamento dando accesso ad elementi tradizionali della musica e mette da parte una certa estetica dettata dalla relazione diretta con gli strumenti, considerata assortiva e “miope” dal punto di vista delle soluzioni compositive.
Se questa raccolta non è minimamente discutibile per esecuzioni e capacità tecnica di approfondire la ricerca violinistica nella materia dei software e delle trasformazioni algoritmiche, resta più soggettiva nell’intercettare la bontà del cambiamento: Kokoro è una prelibatezza che sviluppa un ampio campo di indagine sonora e psicologica, inglobando Webern e il pragmatismo giapponese, sostanzialmente seguendo il percorso intrapreso su Personae; Aspiration, al contrario, è un concerto per violino dei più moderni ed eccellenti possibili, con grande enfasi per la parte strumentale, ma l’ascolto ripetuto non determina la stessa potenza d’ingresso, lo stesso potere aurale provocato da Kokoro o Personae; è un’immersione in una zona climatica particolare, un'”immagine” specifica di comportamenti che restano in un’area; ImagE/violin & imAge/violin sviluppano una rigogliosa tecnica estensiva con Irvine sugli scudi, in una composizione senza respiro, che mi rammenta l’umore dei quartetti di Elliott Carter; Shifting & Drifting rientra nella sperimentazione di Reynolds tra digital signal processing e interazione con il musicista acustico: il fraseggio riservato ad Arditti è unico, un impasto di contrasti, frammentazioni e gestioni di similitudini con gli algoritmi del computer (Paul Hembree), una composizione studiata per rapidi movimenti sulla cordiera, che indicherebbe il nuovo percorso di Reynolds, oggettivamente considerato più ricco di soluzioni.
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Music writer and founder of Percorsi Musicali, a multi-genre magazine focused on contemporary music and improvisation's forms. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 1500 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.