L’IrRational music di Elliott Sharp

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Elliott Sharp in concert at Club W71, Weikersheim, Source Own work Author Schorle, Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

La Terra Nova Press, casa editrice fondata da David Rothenberg nel ’95, pubblica l’autobiografia di Elliott Sharp, dal titolo IrRational music. Perché IrRational? Sharp lo spiega subito ad inizio libro sottolineando la sua strategia sonica, ciò che ha catalizzato il suo interesse di compositore e musicista; riporto la combinazione logica fornita da Sharp a pag. 7:

Ir: the acoustic of sound in a space and in the ear, and its connection to the perceptual engine of difference tones, feedback, volume effects, dynamic definitions of melody, groove, and vertical simultaneity (aka harmony).

Rational: denoting structure and order, algorithms of use and process, systems of organization, and social context.

IrRational: chaos, intuition, emotion, and the tangential“.

In queste parole c’è l’essenza della ricerca di Sharp, che accompagna tutta l’analisi facendo leva su un concetto ricorrente, ossia quello dell’Inner Ear, quell’orecchio che permette di trasformare gli impulsi percettivi e sonori in partiture, idee e soluzioni. L’Inner Ear si trova fin dalle primissime manifestazioni di vita del musicista, ed è la pietra filosofale su cui erge la curiosità e la bravura dell’artista. IrRational music si rapporta con gli stessi mezzi di una “memoria”: 17 capitoli temporalmente ordinati, che illustrano tutte le vicende di Sharp, dalle vibrazioni dell’infanzia alla vita adolescenziale e formativa, dall’ottenimento delle prime, vere soddisfazioni economiche e di consenso, fino al compositore avanzato che conosciamo. Attraverso Sharp si ripercorrono sprazzi di 50 anni di musica alternativa, in cui emergono incontri che ottengono un’ottima valorizzazione anche come elementi del racconto; un gustoso interesse si prova, per esempio, su quanto viene descritto nei seminari del dipartimento di musica di Buffalo, retti da Lejaren Hiller e dove il giovane Sharp conobbe Morton Feldman e tanti musicisti importanti.

Preso da molte buone passioni, competenze ed intersezioni (per un breve profilo dell’artista puoi prendere informazioni da un paio di miei vecchi articoli*), Sharp ha sentito che la sua vita ha cambiato condizione grazie ai Carbon e in particolare all’album ISM, che ha inaugurato una più completa manifestazione del suo pensiero espresso in musica: era il 1982, epoca in cui New York pullulava di musica incrociata e free jazz, punk, avant music, classica scomposta, libera improvvisazione erano alcuni dei motivi intercettati da una generazione ben conscia di avere spazi a disposizione di approfondimento. Un pezzo fondamentale della downtown newyorchese sta nelle registrazioni dei Carbon, un pezzo di storia che viene rinverdito nel capitolo n. 8, dove Sharp esamina fatti, tecniche e molto di ciò che ha ruotato attorno al gruppo: è una parte molto interessante del libro, anche perché Sharp ha introitato con i Carbon una costellazione di idee musicali immerse nella tecnologia e nell’acustica strumentale. Un’ulteriore punto di svolta si verifica tramite Larynx, commissione dell’Accademia di Brooklyn del 1987, che accoglie una ricerca ampliata nell’organico e segnala una convergenza tra le scoperte di Sharp in tema strumentale (nuove chitarre elettriche e bassi studiati e preparati con l’enfasi di un nuovo Harry Partch) e gli strumenti del “mondo” (l’apertura a diversi sistemi di intonazione provocava similitudini sonore con strumenti africani o canto throat), il tutto condito attraverso processi compositivi che si rifacevano a frattali, asimmetrie matematiche e numeri di Fibonacci.

Un’altro capitolo particolarmente affascinante è quello che si riversa nel periodo dei books di Octal e soprattutto incontra il nuovo amore di Sharp: Foliage è una derivazione delle manipolazioni che Sharp, perdendo notti intere, ha ottenuto sui programmi di Photoshop; l’intuizione dell’Inner Ear qui ha funzionato creando relazioni tra fotografie di partiture grafiche, strategie compositive sui suoni ed istruzioni da impartire ai performers. Non siamo naturalmente alla cimatica, tuttavia viene fuori un’impalcatura di flussi relazionali con applicazioni plurime.

Un paio di capitoli sono dedicati ai lavori per colonne sonore e per l’opera (un settore della musica di Sharp di cui siamo un pò tutti a corto di conoscenze), mentre quello finale è un profondo interrogarsi su dove possono continuare i processi dell’Ir-Rational; dato per certo che tali processi possono essere immagazzinati e utilizzati in maniera meccanica anche attraverso un computer, Sharp si chiede se è possibile la separazione tra mente e corpo, se è possibile trasferire anche le coscienze e integrarle nelle macchine dell’intelligenza artificiale; c’è un rischio di trasferire in esse stupidità, una sorta di Artificial Stupidity potenzialmente applicabile anche alla musica? Mi ha colpito molto la frase profetica che dice ad un certo punto “…there’s much in the air these days about how our local universe is undergoing a “singularity”, how humanity must prepare itself for massive transformations…” (da Puirsing the IrRational, pag. 219): è qualcosa di ancora più temerario di quanto dichiarava Stockhausen nell’individuazione delle “sette” di ascoltatori trasversali. Sharp imbastisce un finale di “irrational questions”, una bellissima prosopopea astratta che lascio all’intuizione di chi leggerà il libro.

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Nota*: le considerazioni sono tratte dagli articoli: Compositori ed improvvisatori: Centazzo e Sharp, e da Completamenti, omaggi perfomativi e multifonici.

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Music writer and founder of Percorsi Musicali, a multi-genre magazine focused on contemporary music and improvisation's forms. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 1600 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.