La storia dell’elettronica e della susseguente pratica della computer music mostra come il tempo abbia modificato le aspettative e le direzioni artistiche in maniera quasi definitiva: se nell’epopea dei Berio, Stockhausen, Maderna, dei compositori di Princeton o di quelli di Berlino il risvolto principale dell’attività di ricerca sui suoni risiedeva in una loro inequivocabile destinazione subliminale, costruita su una sorta di quasi umanesimo