Ivo Perelman and Matthew Shipp: Special Edition Box

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Molti si chiedono come essere sensibilizzati su opere d’arte che navigano in settori specifici. Soprattutto di fronte ad una scultura o un dipinto astratto la maggior parte dei fruitori ha bisogno di comprendere cosa ci sia dietro l’eruzione spontanea di linee e colori che lo compongono. Da tempo esistono dei criteri d’approccio che sono benissimo applicabili alla musica e che portano all’esperienza di una decodifica dei segnali che si possono rinvenire dall’analisi di un’opera. Su tutto il lavoro di Ivo Perelman e Matthew Shipp, per esempio, abbiamo la possibilità di applicare queste teorie neurali ed emotive, accorgendoci nel contempo che tutto ha un significato: nell’ascolto dei due musicisti troviamo un “ritmo” delle immagini musicali indotte, dei punti di riferimento che non si trovano più in una definita melodia o armonia, bensì nelle qualificazioni dell’interplay o dei climax e soprattutto ci si rende conto che è possibile andare oltre, intercettare contenuti, istituire semantiche.
Lo Special Edition Box 2020 è un piccolo cofanetto dal minuto carattere multidisciplinare, poiché ospita naturalmente la musica di Perelman e Shipp con un cd dal titolo Procedural Language, offre il primo live dei due musicisti ufficialmente contenuto in una veste visiva (si tratta del Live in Sao Paulo at Sesc, registrato dai due musicisti al Sesc Pompeia a San Paolo del Brasile nel luglio del 2019) ed un opuscolo scritto dal cantante e critico musicale Jean-Michel Van Schouwburg, circa 45 pagine sulla musica dei due americani con ampie riprese della discografia di Perelman e Shipp, spunti critici sullo stile ed entusiastiche illustrazioni dei concerti, soprattutto quelli che i due musicisti hanno effettuato nel loro tour europeo appena prima della pandemia (l’opuscolo si intitola Embrace of Souls). Sono state emesse 360 copie numerate grazie all’SMP Records, un editore tedesco di cui non sapevo dell’esistenza, copie che si propongono come un ulteriore oggetto di culto per gli appassionati e i fans.
Procedural Language e il Live in Sao Paulo at Sesc sono conduttori essenziali della musica di Perelman e Shipp che, come sappiamo, è totalmente strumentale ed improvvisata, solitamente non ammette titolazioni specifiche (solo un numero che contraddistingue i momenti improvvisativi) e l’unico appiglio per una sua codifica sta nella titolazione principale del cd e naturalmente nella musica. Con il proposito di interpretare la musica per gli scettici, si propone qui in breve un confronto terminologico, chiedendoci in cosa consistano le Procedural Languages di Perelman e Shipp:
1) innanzitutto, c’è uno sfondo musicale, uno status di musicisti che nel tempo hanno appreso benissimo le tecniche ed ottenuto una padronanza eccezionale di esse, al pari di qualsiasi eccellente programmatore di software che elabora le istruzioni per essere in grado di interagire con l’hardware;
2) poi, c’è un istinto naturale che invade i musicisti al momento delle loro performances: in ogni istante Perelman e Shipp liberano creatività real time, applicando soluzioni che rispondono ad un senso tattile dell’esibizione (comprendendo perciò interplay, situazione ambientale, ricezione e partecipazione del pubblico), potremmo dire una funzione random dei software dai risvolti applicativi;
3) per finire, la lega delle soluzioni costruisce un’area di definizione musicale, un’elevazione quadratica che rende l’idea complessiva della creazione musicale, come un software dà l’idea di aver risolto grandi problemi appena dopo il suo lancio: l’emozione “ragionata” pretende i suoi risultati!
Da quanto detto si intuisce che le atmosfere di Procedural language seguono un tracciato di condivisione degli intenti, con i musicisti che si “intonano” continuamente; sono zone piuttosto riflessive se rapportate a quanto è stato fatto in passato, frutto probabilmente di una scelta motivazionale o di un bioritmo posseduto al momento della registrazione, ma anche zone di direzionalità che vibrano fortissimo, che implicano ciò che Van Schouwburg descrive molto bene come “…improvisations selected with extreme lucidity, instinctive precision, and an ear for the right timbre, the ideal chord, the essential sounds…” (pag. 45 di Embrace of the Souls).
Shipp suona il pianoforte con molti accordi differenziati, modulati e con una cadenza itinerante (come salire sui gradini di una scala) mentre Perelman entra nel dettaglio screziato delle note del suo sax (con una variabilità emotiva sempre di altissimo profilo) e nella traccia 9 dà un saggio di come si interviene in una climatizzazione creata da Shipp attraverso la sostanza di un solo tasto del pianoforte, premuto quasi con la funzione di un basso continuo.
Live in Sao Paulo at Sesc è la perfetta rappresentazione dell’esibizione tipo dei due musicisti: in un ambiente adibito ad immagine e somiglianza dei due artisti si compie il miracolo della libera improvvisazione di Shipp e Perelman; luci ad hoc, acustica perfetta, i disegni tipici dei dipinti di Ivo che attorniano il palco e l’interplay stupendo dei musicisti che vi porta in un’altra dimensione d’ascolto, vi fa respirare l’arte free. Shipp è molto dinamico ed è impressionante il suo movimento sul pianoforte, una sincronia ritmica delle braccia che in molti momenti fa pensare al jogging o al running fatto in palestra; da parte sua Perelman vi offre un suono “gigantesco” con una postura fissa che ci appare senza nessuno sforzo. Ad un certo punto arrivano prepotenti anche le tecniche estese, quando il flusso musicale si interrompe e Shipp mette mano agli interni del pianoforte: Perelman risponde sganciando il bocchino ed inventandosi un’evoluzione sul ridotto strumento.
Lunga vita ad Ivo e Matthew!!

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Music writer and founder of Percorsi Musicali, a multi-genre magazine focused on contemporary music and improvisation's forms. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 2000 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.