Nella consueta indifferenza che caratterizza certe musiche della contemporaneità cadde anche FuturVoice della cantante soprano Ana Spasić, un incredibile tentativo di ripercorrere il futurismo musicale. La propensione declamatoria e sperimentale dei futuristi ebbe un sussulto nell’interpretazione della Spasić, che si mostrò particolarmente adatta alle elaborazioni della poetica futurista (Marinetti, Balla, Depero, Steiner, etc.) superando i tradizionali canoni di una vocalità specialistica e offrendo espedienti multipli per l’affermazione di un’anima della poesia afferrata attraverso i principi non convenzionali del canto (un surrealismo vocale fatto di onomatopee, improvvisi flash e simultaneità visive, dinamicità, gestualità, fonetismo, etc.). Si prega di andare a riprendere!
Per Ana Spasić, soprano di origine serba naturalizzata italiana nel 2001, l’idea di un percorso tradizionale nel paese del bel canto non era proprio un risultato appetibile.






