Il progetto interdisciplinare di Ana Spasić: The Plains of Po

0
355

Nella consueta indifferenza che caratterizza certe musiche della contemporaneità cadde anche FuturVoice della cantante soprano Ana Spasić, un incredibile tentativo di ripercorrere il futurismo musicale. La propensione declamatoria e sperimentale dei futuristi ebbe un sussulto nell’interpretazione della Spasić, che si mostrò particolarmente adatta alle elaborazioni della poetica futurista (Marinetti, Balla, Depero, Steiner, etc.) superando i tradizionali canoni di una vocalità specialistica e offrendo espedienti multipli per l’affermazione di un’anima della poesia afferrata attraverso i principi non convenzionali del canto (un surrealismo vocale fatto di onomatopee, improvvisi flash e simultaneità visive, dinamicità, gestualità, fonetismo, etc.). Si prega di andare a riprendere!

Per Ana Spasić, soprano di origine serba naturalizzata italiana nel 2001, l’idea di un percorso tradizionale nel paese del bel canto non era proprio un risultato appetibile.

Articolo precedenteDigressioni: atto primo
Articolo successivoAyman Fanous / Joe Morris – Zuhour
Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.