Sul piano ‘automa’ di Winfried Ritsch

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Nella confusione che regna nel mondo musicale non è raro trovare qualcuno che le idee chiare le ha sempre avute. Uno di questi è Winfried Ritsch (1964), musicista e compositore, ricercatore specializzato nella computer music e professore di una cattedra di elettronica all’Università di Graz. Tra le sue creazioni e specificità ci sono quelle dei modelli cibernetici di musica generativa e la costruzione/sviluppo di strumenti di musica elettronica, rami apparentemente tecnici che invece hanno subito affascinato compositori come Bernhard Lang o Peter Ablinger, che si sono relazionati con lui con nuove opere, sfruttando le sue invenzioni: con Lang plurime realizzazioni che arrivano fino ai concerti informatici di Nettrike, con Ablinger attraverso il Deus Cantando, un’installazione in grado di trasformare la parola in musica (lo speaking piano).
L’ultima creazione di Ritsch è ancora in uno stato evolutivo: si tratta dell”auto piano player’, un dispositivo in forma di telaio, composto da

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.