Dalla filosofia sappiamo che fu Aristotele a porre in luce il concetto realizzativo dell’atto, quel passaggio trasformativo che scorre nei nostri cervelli e che rende possibile il verificarsi di un atto creativo tra una serie di possibilità disponibili. Il compositore sviluppa perciò potenzialità e modi di presentare la realtà e la fa oggi con dinamiche differenti, direi con uno spettro molto più ampio di quelle aristoteliane: oggi il compositore ha più libertà, può attingere ad una prassi speciale, può mettere insieme atti musicali semplici che però rivestono un significato più complesso di quello che sembra.
Per di maglie e un filo interrotto, nuova composizione di Matteo Rigotti, la conciliazione degli elementi è fondamentale, una conciliazione che però si regge sulle dinamiche non convenzionali della musica (1). Per ensemble di 3 elementi -pianoforte, violino e percussioni-, di maglie e un filo interrotto è stata presentata in prima assoluta al Bled Contemporary Music Festival il 25 giugno scorso ed affidata al trio formato da Juan Sebastian Ortega al violino, Bruna di Virgilio al pianoforte e Aldo Chiarulli alle percussioni






