Matteo Rigotti: di maglie e un filo interrotto

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Dalla filosofia sappiamo che fu Aristotele a porre in luce il concetto realizzativo dell’atto, quel passaggio trasformativo che scorre nei nostri cervelli e che rende possibile il verificarsi di un atto creativo tra una serie di possibilità disponibili. Il compositore sviluppa perciò potenzialità e modi di presentare la realtà e la fa oggi con dinamiche differenti, direi con uno spettro molto più ampio di quelle aristoteliane: oggi il compositore ha più libertà, può attingere ad una prassi speciale, può mettere insieme atti musicali semplici che però rivestono un significato più complesso di quello che sembra.

Per di maglie e un filo interrotto, nuova composizione di Matteo Rigotti, la conciliazione degli elementi è fondamentale, una conciliazione che però si regge sulle dinamiche non convenzionali della musica (1). Per ensemble di 3 elementi -pianoforte, violino e percussioni-, di maglie e un filo interrotto è stata presentata in prima assoluta al Bled Contemporary Music Festival il 25 giugno scorso ed affidata al trio formato da Juan Sebastian Ortega al violino, Bruna di Virgilio al pianoforte e Aldo Chiarulli alle percussioni

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.