Claus-Steffen Mahnkopf: Politica

0
309

L’attacco russo all’Ucraina con la conseguente guerra sul territorio, l’inosservanza di fatto del diritto internazionale osservata in più parti del mondo e il fallimento della diplomazia su scala globale sono elementi incontrovertibili che inducono a pensare ad un riassetto del dominio politico ed economico del mondo. Nella rinnovata forza delle dittature (non importa se teoricamente di destra o sinistra) e di una nuova potenziale ondata di neo-colonialismo, si impongono atteggiamenti governativi che si sintonizzano su una pericolosa deriva dei diritti umani: Ucraina, Gaza, Iran, Afganistan, Etiopia, etc. e avvisaglie di decrementi di libertà costruiti con legislazioni compiacenti nei principali paesi occidentali.

Nel 2022, dopo l’attacco russo sull’Ucraina, il compositore Claus-Steffen Mahnkopf si è sentito parte lesa condividendo un sentimento di tutto il mondo, il quale aveva creduto che almeno in Europa e in Occidente si potesse continuare a vivere in un periodo prolungato di pace, sicurezza e realtà democratica. Questi stimoli, inevitabilmente, si sono riversati nella musica.
Politica è il titolo di un CD pubblicato da Neos R. a maggio scorso, dove il noto compositore tedesco ha trasferito

Articolo precedenteMaurizio Azzan: nuove dinamiche dell’area percussioni
Articolo successivoMirco Ballabene: Live agli Orti
Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.