L’attacco russo all’Ucraina con la conseguente guerra sul territorio, l’inosservanza di fatto del diritto internazionale osservata in più parti del mondo e il fallimento della diplomazia su scala globale sono elementi incontrovertibili che inducono a pensare ad un riassetto del dominio politico ed economico del mondo. Nella rinnovata forza delle dittature (non importa se teoricamente di destra o sinistra) e di una nuova potenziale ondata di neo-colonialismo, si impongono atteggiamenti governativi che si sintonizzano su una pericolosa deriva dei diritti umani: Ucraina, Gaza, Iran, Afganistan, Etiopia, etc. e avvisaglie di decrementi di libertà costruiti con legislazioni compiacenti nei principali paesi occidentali.
Nel 2022, dopo l’attacco russo sull’Ucraina, il compositore Claus-Steffen Mahnkopf si è sentito parte lesa condividendo un sentimento di tutto il mondo, il quale aveva creduto che almeno in Europa e in Occidente si potesse continuare a vivere in un periodo prolungato di pace, sicurezza e realtà democratica. Questi stimoli, inevitabilmente, si sono riversati nella musica.
Politica è il titolo di un CD pubblicato da Neos R. a maggio scorso, dove il noto compositore tedesco ha trasferito






