Se si aderisce ad un concetto ampio e centrato della contemporaneità musicale non si può fare a meno di considerare tutte quelle manifestazioni che si inoltrano nelle implicazioni dei paesaggi sonori ovunque essi si formino. E’ su queste basi che il festival PAYSAGES | COMPOSÉS costruisce la sua importanza, con specificità che sono il frutto di un’attenta selezione nella programmazione degli artisti e degli eventi: conferenze, installazioni, proiezioni, sessioni di ascolto privilegiate, workshops e concerti, vengono in soccorso all’idea di affrontare e comprendere gli ambienti sonori in cui viviamo quotidianamente e capitalizza tutta l’attività svolta durante l’anno dall’Associazione APNÉES.
Quest’anno il festival si svolgerà per il quinto anno consecutivo ed è coordinato da Alessandro De Cecco a Grenoble e dintorni, in regione AuRA (Pont-de-Caix, Chambéry, Saint-Égrève). Qui puoi trovare il programma completo. De Cecco mi ha illustrato anche le primizie del festival dietro mia sollecitazione e di seguito riprendo integralmente quanto mi ha comunicato per email a questo proposito, con tutti i link per l’approfondimento:
“Le opere che avranno la prima rappresentazione mondiale nell’ambito del festival sono essenzialmente i progetti selezionati all’occasione del nostro bando di candidatura per residenze di creazione. Progetti che sono stati elaborati nel corso di questi mesi a Grenoble grazie a delle residenze artistiche sostenute da APNÉES. Seguendo le 3 categorie del bando, troveremo la performance d’improvvisazione strumentale di CiRuS ViRCuLe (sabato 13.09), mentre i restanti progetti sono delle opere acusmatiche che saranno presentate durante il weekend di chiusura del festival (03>05.10) su dispositivo sonoro spazializzato : « Vox Floris » di Loïse Bulot (stereo interpretata su acousmonium) e i brani multicanali di Julie Rousse, Mike Woods e Dudu Prudente.
Una ulteriore prima sarà la creazione di Jérôme Bertholon, in coproduzione con ACROE.
Il resto della programmazione non comporta prime rappresentazioni, ma i progetti più recenti di artisti emergenti ed affermati (la performance/installazione « Murmure » di Stéphane Clor, il duo strumentale l’Oriole, l‘ultima creazione di Jean-Philippe Gross presentata al festival Archipel di Ginevra 2025, un ritorno del Quatuor BRAC Extended, « Météo Mondiale » di Emma Loriaut & Julien Clauss e la performance suono/luci di Gaëlle Rouard & Lê Quan Ninh).
Completano il programma un weekend dedicato all’improvvisazione libera per grande effettivo (Ensemble APNÉES & Ensemble Grand8, invitano Lionel Marchetti), delle installazioni e una ricca selezione di pièces sonore e audiovisive scelte tramite una seconda call for works (distinta da quella per residenze)”.






