Tra qualche giorno partirà la programmazione musicale del Festival d’Automne 2025 che vede il cambio nella direzione artistica, quest’anno affidata a Clara Iannotta. Il festival musicale si svolgerà dal 25 settembre prossimo al 7 dicembre con appuntamenti scaglionati in locazioni differenti di Parigi: la Bourse de Commerce – Pinault Collection, le chiese di S. Eustachio e S. Spirito, l’IRCAM-Centre Pompidou, la Cité de la musique, i teatri di la Cité International, Silvia Monfort, la Ville-Les Abbesses, auditorium di Radio France. Il cambio di direzione corrisponde anche ad un cambio di visione artistica, un pò più eclettica rispetto al passato, con 12 anteprime che coinvolgono compositori e musicisti invitati con criteri meno rigidi rispetto al passato quanto a tipo di scrittura e traiettorie perseguite; le recenti e poliedriche aperture dei festival di musica contemporanea sono evidenti ed inevitabili indizi dei tempi che viviamo, spie di un cambiamento che va però coltivato con equilibrio e accortezza, senza stravolgimenti forti e in questo Iannotta può dare un valore aggiunto. Ecco, dunque, che il tema estetico del festival parte comunque da un elemento classico, il quartetto d’archi, che però viene ‘spinto’ in avanti con la partecipazione del Jack Quartet che eseguirà 3 pezzi per l’occasione, uno è in anteprima mondiale con Ellen Fullman, celebre compositrice e costruttrice del ‘long string instrument’, il secondo è Beautiful Trouble, un pezzo di Natacha Diels, bravissima compositrice dal transito interdisciplinare, che mette insieme musica, testi, recitazione, immagini, video ed elettronica, mentre il terzo riprende è il quartetto n.3 di Haas In iij Noct.; Fullman, dal canto suo, sarà parte con le sue lunghe corde di un nuovo connubio in anteprima con Konrad Sprenger all’elettronica, musicista con cui collabora dal 2001.
Nella chiesa di Saint-Eustache avranno luogo ad altre due prime, una è Bellows di Stefan Maier e Ragnhild May, compositori specializzati nelle installazioni sonore e nelle opere di percezione psicoacustica; Bellows è una versione completamente rinnovata di un pezzo che i due musicisti avevano composto nel 2015 e chiama in causa strumenti scultorei, l’elettronica e un organo auto-progettato, un modo per superare i confini della musica, così come un superamento del binomio arte musicale-arte visiva si cerca nella prima di High & Low di Hampus Lindwall e Stephen O’Malley [quest’ultimo celebre componente e mente del gruppo drone metal Sunn O)))], tra scampoli d’ispirazione rivolti a Kurosawa, Ed McBain e ai migliori designer di luci pensate per ambienti semioscuri (Shantidas Riedacker è il prescelto per High & Low).
Poi, Francois J. Bonnet presenterà Orbes sulle orme della Radigue mentre l’Ensemble Nikel suonerà in anteprima i nuovi pezzi di Alex Paxton e Lisa Illean ed eseguirà la prima francese di Us Dead Talk Love di Rebecca Saunders (si aggiunge al Nikel la voce di Noa Frenkel); l’Ensemble Intercontemporain affronterà le nuove composizioni di Zara Ali e Ni Zheng nell’ambito del suo programma musicale che celebra direttamente ed indirettamente la saggezza tematica di Luciano Berio sulle culture popolari; Ryoji Ikeda presenterà due concerti monografici su suoi pezzi acustici con una prima mondiale per organo, a dispetto delle sue usuali esibizioni trattate come disposizioni interattive di musica-luci-video; piena di interesse è l’anteprima per orchestra e tape di Bára Gísladóttir, compositrice e contrabbassista islandese che ha lavorato alacremente su dettagli della musica di Berio (in particolare la sua Sinfonia) per ottenere le proprie trasformazioni in sea sons seasons.
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