In passato ho parlato di compositori e musicisti cinesi mettendo sempre enfasi sui processi di integrazione con la cultura occidentale, soprattutto per coloro che si sono fatti una formazione adeguata stabilendosi (anche per periodi non lunghi) in Europa o negli Stati Uniti. Se partiamo dalla modernità della musica classica e in sostanza da quando sono partiti i flussi di scambio ne è passata di acqua sotto i ponti: siamo probabilmente alla settima o ottava generazione, tantissimi sono stati gli accostamenti delle due tradizioni musicali e in alcuni casi si è giunti a delle vere e proprie sintesi, lavorando sui parametri musicali, sulla microtonalità, sul suono e sui dispositivi tecnologici. Mi chiedo, allora, se ci siano ancora spazi di interferenza sfruttabili per i compositori. Questa monografia Kairos della compositrice Ying Wang (1976), dal titolo programmatico RE:Wilding, è un’occasione per segnalare che la creatività è ancora un mezzo per






