Jürg Frey: Voices

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Una delle più emblematiche composizioni del compositore svizzero Jürg Frey recitava nella sua titolazione francese ‘Continuité, fragilité, résonance’. E’ un pezzo per quartetto d’archi, ma particolarmente significativo di uno stile del comporre che per molti accademici risulta controverso. Frey viene dal mondo Wandelweiser, un universo musicale che si è cibato delle teorie del silenzio di John Cage, del less is more, dell’immersione poetica e sonora che la musica può procurare in certe condizioni: continuità, intesa come permeabilità costante dei parametri; fragilità, intesa come raggiungimento di instabilità emotive e tecniche; risonanza, intesa come effetto della posizione rivestita in uno spazio di luogo e tempo. Su Cage e sui tanti sviluppatori delle sue idee molti accademici hanno espresso un giudizio negativo, un criticismo eccessivo che non ha certo risparmiato nemmeno

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.