100 anni sono passati dalla data di nascita di Morton Feldman. Inutile dire che sulle pagine di Percorsi Musicali il suo nome è stato molto ricorrente. Della sua musica ne abbiamo parlato tanto, praticamente gran parte dei collaboratori di PM (compreso me) l’ha preso in considerazione per saggi o recensioni. Ho pensato di richiamare l’attenzione dei lettori su alcuni di questi articoli.
Di seguito ve li indico con argomento, scrittore e il link inserito nel titolo dell’articolo per accedere alla lettura.
1) Pensieri Verticali, la visionaria raccolta di saggi e scritti del compositore, Simone Santi Gubini, 2013;
2) Late works for piano, recensione sui lavori al pianoforte, Marco Benetti, 2022
3) The possibility of a New York for electric guitar, recensione sul seminale lavoro per chitarra elettrica, Franco De Angelis, 2024
4) The Timbre of Neither/Nor, riflessioni sul pezzo Clarinet and String Quartet, Daniel Barbiero, 2015
5) For Bunita Marcus, riflessioni sul celebre pezzo per pianoforte di Feldman interpretato da Gianni Lenoci, Garzia, 2013
Cento anni sono passati ma l’influenza di Feldman è viva più che mai. Centinaia di esecuzioni, centinaia di registrazioni, etichette discografiche vicino alle sue visuali, generazioni di compositori e musicisti innamorate del suo pensiero.
Feldman diceva:
“…la musica può implicare l’infinito se un numero sufficiente di cose si discosta sufficientemente dalla norma. Strani eventi “anormali” possono portare alla sensazione che tutto possa accadere e che la musica non abbia confini…” (da Morton Feldman Says. Selected Interviews and Lectures 1964-1987, Hyphen P, 2006, mia traduzione dall’inglese).






