C’è una vera filosofia nell’atto pratico dell’improvvisazione che è trasformare pensieri o emotività del momento in realtà tangibili sul proprio strumento. Queste trasformazioni avvengono secondo una relazione di sensibilità tattile che si nutre delle tipologie di suono prodotte, del silenzio, del pensiero vagante che accompagna l’atto creativo. Mutuando concetti che provengono dal mondo dell’artigianato, potremmo dire che l’improvvisatore crea il suo ‘manufatto’ connettendo gli sviluppi sonori ad un sé autentico. Questa considerazione viene portata ai massimi livelli da Massimiliano Furia in Derma, il suo primo progetto discografico solo percussioni che si proietta su azioni manuali svolte sulla membrana di un tamburo adeguatamente incastonato in una realtà acustica autonoma (senza elettronica e senza cercare artifici sull’amplificazione). La relazione tattile si completa così con la ricerca di un ambiente appropriato e Furia, per la location del suo pezzo, si è avvalso di Paolo Monti (musicista e produttore) con il quale ha scelto un’area laterale del MudaC, il Museo delle Arti di Carrara, uno spazio aperto adiacente ai corridoi di passaggio dei visitatori. Il percussionista ha voluto anche fissare la sua performance con un’integrazione artistica, ossia con foto e video di Roberto Beani che ha ripreso con telecamera gli interventi e la gestualità complessiva. E, naturalmente, la performance è l’oggetto di una registrazione discografica per Dissipatio Label che ne ha curato la distribuzione (il titolo è Live at MudaC).
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