Una lettura non fantastica del simbolismo delle ‘foreste’ ci è stata data dalla letteratura americana e tedesca. Nel Walden di Thoreau o nelle foreste di Hermann Löns o Ernst Jünger, l’aggregato biologico assume un valore essenziale, è un luogo misterioso e complesso, posto in cui rifugiarsi per prendere una pausa dalle difficoltà della vita che immancabilmente ci toccano. Guardare alla ‘foresta’ come indicazione di libertà è una sfida rivolta all’introspezione e all’analisi delle nostre dipendenze. Replica la complessità della vita? Forse è questa la principale domanda sulla quale il compositore Stefano Taglietti ha riflettuto mentre scriveva la partitura di Forest, un concerto per due flautisti ed elettronica, che rappresenta la sua nuova pubblicazione musicale del 2025.
Nelle note accompagnatrici Taglietti dichiara che “il titolo






