Non è un’eresia pensare che la composizione possa essere anche un insieme di mappe immaginarie legate da alcune relazioni. Nella musica classica il concetto è strettamente legato agli ordini di produzione sonora. Senza andare a scomodare il senso puramente narrativo dei cicli di Liszt o di tanti post-romantici, si può ragionevolmente affermare che una ‘mappatura’ consequenziale di note correlate tra loro si è avuta con la dodecafonia di Schönberg, laddove una struttura musicale produce un senso armonico che poi viene ripreso in altri momenti della composizione. Non c’è un centro di gravità, ma solo note che si relazionano con altre specifiche durante il percorso e che sono germinazioni della struttura originaria.
Non lontano da questo senso va interpretato il taglio compositivo della musica di Danilo Karim Kaddouri






