
Arriva con un certo ritardo la notizia della morte del compositore e pianista Michael Harrison (1958-2026), allievo di La Monte Young e seguace del cantante indiano Pandit Pran Nath, espressione di un eccellente post-minimalismo musicale che in passato abbiamo evidenziato bene su queste pagine attraverso articoli e recensioni. Harrison elaborò un proprio metodo sulla just intonation grazie alla costruzione di un ‘harmonic piano’, un grand piano di 88 tasti munito di pedali speciali in grado di offrire due accordature di 12 note ciascuna (quindi 24 note a disposizione), un sistema di intonazione promulgato sugli intervalli naturali delle frequenze sonore. Per Harrison era musica incredibilmente pura, vibrante, ipnotica, fatta per l’anima, una situazione che si è ripetuta anche per gli altri strumenti, non con nuove costruzioni, naturalmente non





