Michael Harrison’s obituary

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24 Hours @ Once — CRAIVE Lab, Rensselaer Polytechnic Institute, Troy, New York, September 14, 2024, photo by Livia Sà

Arriva con un certo ritardo la notizia della morte del compositore e pianista Michael Harrison (1958-2026), allievo di La Monte Young e seguace del cantante indiano Pandit Pran Nath, espressione di un eccellente post-minimalismo musicale che in passato abbiamo evidenziato bene su queste pagine attraverso articoli e recensioni. Harrison elaborò un proprio metodo sulla just intonation grazie alla costruzione di un ‘harmonic piano’, un grand piano di 88 tasti munito di pedali speciali in grado di offrire due accordature di 12 note ciascuna (quindi 24 note a disposizione), un sistema di intonazione promulgato sugli intervalli naturali delle frequenze sonore. Per Harrison era musica incredibilmente pura, vibrante, ipnotica, fatta per l’anima, una situazione che si è ripetuta anche per gli altri strumenti, non con nuove costruzioni, naturalmente non

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.