
Si dovrebbero prendere sul serio le dichiarazioni della giovane compositrice Bethan Morgan Williams (1992) che si fregia di aver iniziato la sua carriera musicale suonando il violino negli accompagnamenti delle danze popolari gallesi in Galles. Nel rigore strutturale che la contraddistingue c’è una componente silenziosa che gira nelle linee melodiche, un andamento grave e riflessivo che si radica in qualcosa di antico e popolare. Se nell’ascolto della sua musica partite da Oceans – Unexploded, uno dei suoi primi pezzi per microvariazioni vocali con elettronica, allora capirete che se ne captano i semi, lo sviluppo cinetico, che non è pura gioia ma realistica mistificazione, se volete potremmo dire anche ‘indagabile oscurità’.
Ciò in cui si sostanzia la ricerca di Morgan-Williams è l’esplorazione di stati emotivi e





