Gilberto Bosco

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E’ scomparso il compositore Gilberto Bosco (1946-2026). I suoi esordi sono stati influenzati dalla frequentazione dei corsi di Darmstadt negli anni settanta, da cui scaturì nel 1973 un pezzo come …c’est la clarté vibrante, per pianoforte e flauto traverso. Dopo un periodo post-weberniano, Bosco si spostò verso uno stile più semplice e maggiormente emotivo con un’enfasi sul testo e sulla sensibilità poetica, scrivendo composizioni per grandi organici che sono passati nei palinsesti del Teatro Regio di Torino, del Cantiere d’Arte di Montepulciano, del Conservatorio Verdi, fino ad arrivare al Teatro alla Scala e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Purtroppo, una parte consistente del suo lavoro è indisponibile o è rimasta chiusa negli archivi delle istituzioni che li hanno ospitati, in un’ottica di conservazione che è assolutamente miope nei suoi obiettivi; la composizione più recente di Bosco può invece essere intercettata sulla rete grazie al cambio di passo della diffusione della musica contemporanea, immortalata spesso sui canali youtube grazie alle apprensioni degli esecutori e lì trovate pezzi di un’eleganza ed espressione sopraffina (vedi qualcosa qui).
Nel libro Ragioni e Sentimenti, nella scheda riservata a Bosco, Renzo Cresti afferma che “Bosco fu fra i primi a rivendicare, con eleganza, i diritti di una nuova soggettività, intesa come custode di una memoria essenziale alla vita nonché all’arte, così frammenti del passato riemergono in un disteso orizzonte espressivo spesso rarefatto.” (Cresti, Ragioni e Sentimenti, pag. 639).
Bosco è stato un compositore e didatta che ha cercato un’emancipazione dalla complessità della musica cosiddetta contemporanea, collocandosi su un fronte intermedio tra Schoenberg e i classici. Su questo cambiamento si è probabilmente diviso anche l’ambiente accademico, mentre alcuni musicisti hanno trovato fonti di giovamento indistinte: con molta parsimonia Bosco è stato ripensato a distanza, dalla riproposizione di c’est la clarté vibrante di Biffi e Pedrazzi a Melisma del 1981 per chitarra e flauto suonata da Cignoli e Faoro, da Melodia del 1982 per flauto solo suonato da Federica Lotti a Piccoli Arcobaleni del 1994 per il duo di chitarre Renda-Trucco.

RIP Gilberto Bosco

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.