Steve Reich in Pendulum dichiarò che il fine ultimo del suo approccio era un processo visibile e percepibile durante tutta la sua esecuzione. In Pendulum la musica è il risultato di un’azione innescata dai musicisti su dei microfoni appesi al soffitto, fatti oscillare in modo da avvicinarsi agli altoparlanti e provocare del feedback sfasato. Non ci sono segreti, non c’è genialità emotiva, non c’è interpretazione psicologica, è musica si compie davanti agli occhi e alle orecchie di chi ascolta, è pura oggettività.
Sul fascino della musica cosiddetta per ‘processo’ incombe oramai un patrimonio di conoscenze ed esperienze che ha superato il secolo e che si origina nel 1913 allorché Marchel Duchamp compone Erratum Musical, primo atto di musica aleatoria della storia consistente nell’estrarre a sorte bigliettini con le note da un cappello per ottenere la perfomance; 50 anni dopo






