Tra gli appuntamenti musicali del Festival Pontino 2026 a Sermoneta (prov. Latina) va sottolineata la presenza del Quartetto Maurice che si inserisce in una cornice non solo musicale ma anche culturale. Ieri, nel suo primo intervento al festival, il quartetto ha riproposto il Lachenmann del Grido e il primo quartetto d’archi di Furrer, che sono stati abbinati alla prima assoluta di un pezzo scritto da Edoardo Dadone intitolato Phané (esercizio da Francesco Corbetta); Corbetta è stato uno dei più grandi virtuosi e compositori di chitarra barocca della storia e Dadone, essendo anche un chitarrista classico, mette insieme in questo pezzo per quartetto d’archi il fascino subito dall’autore vissuto nel seicento con la semantica della musica contemporanea.
Le note di sala di Dadone recitano così:
“Il titolo di questa breve composizione è ambiguamente sospeso tra il greco phaíno (“mostrare”, “far vedere”) e l’aggettivo fané (“sfiorito”, “sciupato”): tale è infatti il trattamento riservato a una citazione del tema del Caprice de Chaconne, uno dei brani de La guitare royale (1671) di Francesco Corbetta, chitarrista e compositore italiano al servizio di Luigi XIV di Francia. Questo frammento, costruito sulla più lineare delle successioni armoniche (T–S–D–T), presenta tuttavia una particolarità singolare: la presenza di note estranee generate dalla semplice disposizione delle dita sulla chitarra. Ecco dunque palesarsi la possibilità di un incidente, di un intralcio. Prescindendo da ogni riferimento al suono o alla tecnica dello strumento a pizzico, ho cercato di immaginare un antefatto a questo tema tanto semplice quanto sorprendente. L’arcata della composizione, interamente basata sul progressivo raggiungimento della citazione, si configura così come un esercizio insieme tecnico e semantico: in ultima istanza, l’accorgersi che “fioritura” può essere al tempo stesso raffinata ornamentazione o muffa tra le rovine“.
Nella giornata odierna, invece, il Quartetto Maurice si esibirà con un palinsesto che prevede Un segno nello spazio di Marco Stroppa, il Quatour à cordes di Jean-Luc Hervé (prima italiana) e tre anteprime assolute, ossia il secondo e terzo libro di Timelines di Sergio Fedele e poi Sei figure in cerca di forma di Marco Sau.
Per Fedele, le “linee del tempo” stanno ad indicare i 5 differenti principi vettoriali sui quali si sviluppano le rispettive matrici. Principi vettoriali scolpiti nel tempo e che si sviluppano secondo una grammatica generativa per la quale il suono non genera “figure” dialoganti bensì racconta sé stesso e le proprie metamorfosi” (dalle note di programma), mentre nel nuovo pezzo di Sau si tratta di “riesumare il filo che indissolubilmente ci lega alla nostra Memoria. Apparentemente perduta e falsamente ritenuta obsoleta. Privata del suo Etimo” (Sau, nota di sala).
Quanto al Quatuor à cordes di Hervé, il compositore ha costruito un quartetto d’archi che invita all’astrazione, a concentrare la propria scrittura all’essenziale. Nelle note che accompagnano il quartetto Hervé spiega:
“…nella nostra epoca dominata dalla spettacolarità e dal culto dell’istante, in cui la tendenza di alcuni compositori è la ricerca dell’effetto che attiri lo sguardo, in cui teatro, performance, video relegano l’ascolto a un ruolo accessorio, l’utopia è invitare all’ascolto musicale autonomo. Questa composizione è in qualche modo un manifesto che celebra il potere della musica, quello di Orfeo che grazie alla sua arte può calmare gli dèi, attraversare un territorio proibito, invertire il corso del tempo. Il materiale sonoro iniziale del pezzo è ridotto al minimo, un suono insignificante, senza qualità particolari, animato solo da un dinamismo elementare. Il progetto del pezzo è condurre questo materiale sonoro insignificante attraverso un’architettura temporale complessa. Durante la traversata il tempo musicale modella, dà forma a questo suono elementare per farne emergere forme sempre più complesse“.
Da quanto detto, ci sono perciò ottimi motivi per partecipare ai concerti di Sermoneta.
Si diceva anche dell’elemento culturale. Nel pomeriggio di oggi, infatti, ci sarà la presentazione dell’Enciclopedia Treccani della Musica del Novecento e Contemporanea nella Chiesa di San Michele Arcangelo alle 18, un evento diretto da Sandro Cappelletto e Susanna Pasticci con la partecipazione di Alessandro Solbiati, Federico Gardella, Gabriele Bonomo e accompagnamento pianoforte-soprano affidato ad Alfonso Alberti e M. Eleonora Caminada.






