La Chambre Sourde (la camera sorda o anche anecoica) dell’IRCAM di Parigi è uno degli spazi tecnologici sotterranei più estremi mai costruiti per l’architettura acustica, concepito per assorbire totalmente il suono ed eliminare ogni forma di eco. E’ stata progettata nel 1978 dagli architetti Renzo Piano e Richard Rogers sotto Place Stravinsky a Parigi, in un ambiente completamente interrato e rivestito di enormi cunei di materiale fonoassorbente su pareti, soffitto e pavimento; per evitare di subire le vibrazioni della metropolitana e del traffico cittadino la camera è stata isolata secondo il principio del ‘box-in-a-box’, ossia è stata creata una sorta di scatola cinese, una che contiene al suo interno un’altra, con la creazione di giunti elastici isolanti che non permettono l’infiltrazione acustica esterna e che quando la metropolitana passa o le vibrazioni cercano di insinuarsi si deformano e assorbono l’urto, senza oltrepassare la ‘scatola’ esterna. Questo sistema permette naturalmente di ottenere dei risultati acustici incredibili poiché mancando la trasmissione acustica delle pareti nello spazio si genera un silenzio sordo e non naturale che costringe l’orecchio umano a percepire solo i rumori interni del proprio corpo, come il battito cardiaco o il flusso sanguigno: da questo punto di vista si può oramai affermare che la Camera Sorda sia diventata un modo per apprezzare l’assenza del suono e la ridefinizione del ‘silenzio’, qualcosa che evidentemente stimola non solo riflessioni scientifiche o celebrazioni dell’effimero ma anche la creatività, perché in quei momenti di silenzio quasi assoluto il cervello fa cose non preventivabili.
E’ quanto successo alla violinista moldava Patricia Kopatchinskaja, che al recente festival Manifeste ha presentato un pezzo intitolato PatKop 3’33”, dopo






