Appena 2 mesi fa ho riportato la notizia dei concerti dedicati a Giuseppe Chiari che si terranno nell’ambito di una retrospettiva del MAMbo, musica ed esposizione di documentazione fotografica, lettere, locandine di eventi, manifesti, partiture visive, proiezioni, etc. che rientrano in quell’ampia area culturale che Chiari ha sondato con le sue opere (l’ultimo concerto di Agnese Toniutti si terrà il 26 settembre e la mostra chiuderà il giorno dopo). Tra gli studiosi e divulgatori di Chiari c’è anche Livia De Pinto, che proprio quest’anno ha scritto Giuseppe Chiari. Musica, segno, gesto, azione dagli anni Cinquanta ai Settanta per Mimesis Ed., un libro che è frutto di uno studio approfondito su Chiari, imbastito su tutte le fonti disponibili (opere, lettere, partiture, fotografie, testimonianze dirette, editoriali, etc.); De Pinto ha voluto ricostruire le attività di Chiari nel periodo fulgido delle grandi trasformazioni che stavano attraversando le arti tra i cinquanta e i settanta, arco di tempo in cui Chiari, a ben vedere, ha profuso uno sforzo artistico che lo ha posto nel gotha di una certa sperimentazione italiana e internazionale,






