Sotto Suolo festival 2026

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Un’ottima dimensione dell”inusuale’ coltivato nella musica contemporanea arriva dalla seconda edizione del festival Sotto Suolo a Reggio Emilia, che si svolgerà dall’1 al 4 settembre prossimo. L”inusuale’ sta nella particolarità di un progetto che cerca di farci capire quali sono alcune delle coordinate più interessanti della musica contemporanea di questi anni, viste con la lente d’ingrandimento di un gruppo di moderni percussionisti: si parla di ‘inusuale’ rispetto ai canoni tradizionali della classica, rispetto ai vari consolidamenti dell’elettronica, rispetto al tipo di strumentazione utilizzata. Gli artefici di questa specificità sono i giovani dell’ensemble Icarus vs Muzak, musicisti e percussionisti che hanno preso in carico la curatela del festival e ottenuto il supporto del comune di Reggio Emilia e della Fondazione di Palazzo Magnani per il finanziamento della rassegna (1).

Ho partecipato e dato conto della prima edizione del 2025 (leggi qui) e l’unico difetto da digerire lo scorso anno fu quello della location, un’infiltrazione nel chiostro della chiesa della Ghiara che però non rendeva giustizia ai suoni, un pò evanescenti per via della conosciuta dinamica acustica dei chiostri e per il disturbo dei vicini conviviali delle attività ristorative nel chiostro. Sembra che uno dei problemi lamentati nella città emiliana è quello della mancanza di luoghi opportuni per concerti di un certo tipo, problema che quest’anno sembra essere stato risolto portando i 4 appuntamenti del festival nell’Ex-Mangimificio Caffarri. La particolare location consente un salto in termini quantitativi e qualitativi nella scelta di brani, artisti/e e compositori/trici, in grado di valorizzare le risorse dello spazio acustico, fondamentale caratteristica per l’apprezzamento della musica più complessa, anche andando oltre il privilegio che è accordato alle percussioni. Sotto Suolo presenta musica recente e un paio di première assolute per l’occasione: una vede coinvolto l’Icarus vs Muzak in un pezzo di Alessandro Ratoci, compositore, musicista e docente di musica elettronica, l’altra è una commissione dell’Hyper Duo (Gilles Grimaître e Julien Mégroze) di un pezzo di Nicole Lizée, compositrice canadese che ha partecipato alla Biennale di Venezia lo scorso anno.

Qui di seguito vi fornisco i dettagli del programma delle 4 serate, con annesse note di presentazione dei pezzi.

1 Settembre
Icarus vs Muzak
Titolo concerto: MUZAK PLAYER
Esecutori:
Giorgio Genta: Chitarra Elettrica
Matteo Rovatti, Francesco Pedrazzini, Martino Mora, Marco Lazzaretti: Percussioni
Alessandro Ratoci: Tastiere ed elettronica live

Programma:
RLLRLRLLRRLRLRLRLLRLRLR di Julian Sartorius, per quartetto di percussioni
Muzak Player di Alessandro Ratoci (prima esecuzione assoluta), per chitarra elettrica e percussioni
Grab It! di Jacob Tv, vers. per 4 percussioni e chitarra elettrica

Julian Sartorius è un batterista, percussionista e sound artist svizzero che con il suo approccio istintivo collima il beat making con la pratica strumentale più materica.
La sua produzione comprende lavori in solo, opere audiovisive come “Locked Groove – 10 Hour Version” in cui è il ritmo di batteria a diventare nota di bordone su cui risuona la città. Da notare anche il lavoro pubblicato per Everest Record “Hidden Tracks” in cui Sartorius registra l’ambiente sonoro lungo un tragitto di 3745 metri tra Domodossola e la città svizzera di Weissmies.
Icarus vs Muzak ripone il suo lavoro “RLLRLRLLRRLRLRLRLLRLRLR” esplorando la pratica del sequencer e l’uso di pattern ripetitivi unito ad una pratica strumentale ricca e espansa dall’elettronica.

Le note di programma del nuovo pezzo di Alessandro Ratoci ci indicano che:

Dal 1934 la Muzak Corporation diffonde musica in fabbriche, uffici e ascensori. Blocchi di quindici minuti a intensità programmata, calibrati sui cali di rendimento della giornata lavorativa. Puro sottofondo. Emozione prefabbricata.

Muzak Player nasce da un’immaginazione: e se la musica d’avanguardia avesse vinto? E se il linguaggio più radicale della sperimentazione fosse diventato la musica di consumo quotidiano? Che suono avrebbe il Muzak di quel mondo?

Da questa ipotesi nasce una curiosità. Quando un ensemble smette di suonare come un ensemble e diventa una band? Cosa sta in mezzo? La partitura vigila sul linguaggio comune, tutto il resto appartiene ai musicisti.

Il nostro prodotto è progettato per ogni abitudine d’ascolto. Un sottofondo impossibile.

Grab it! del compositore Jacob Ter Veldhuis è un pezzo che sincronizza il musicista con i campioni vocali dei detenuti condannati all’ergastolo negli Stati Uniti. Inizialmente pensato per sassofoni e traccia audio, il pezzo è stato rielaborato anche per altri strumenti e la rielaborazione per percussioni è tra le più eseguite: l’esplorazione mira a convertire il parlato dei detenuti (spesso aggressivo o al limite della disperazione) in materiale melodico e ritmico su marimba e altri strumenti ritmici disposti a semicerchio (tom tom, piatti splash o crash, piccoli woodblocks, anche metallici, snare drum, etc.); per il concerto di Sotto Suolo l’eccellente chitarrista Giorgio Genta unirà la sua chitarra elettrica alle percussioni dell’Icarus vs Muzak.

 

2 Settembre
Stefano Pilia
Titolo concerto: Spiralis Aurea
Presentazione
Stefano Pilia presenta in solo le composizioni dei suoi ultimi lavori Spiralis Aurea e Lacinia in un originale adattamento per chitarra elettrica ed elettronica. La performance, attraverso esecuzione, improvvisazione e le pratiche inerenti alla sua ricerca strumentale ed elettroacustica sviluppata negli anni, ricontestualizza la poetica di questi due lavori inserendola in una polarità formale più ampia e visionaria: una drammaturgia acusmatica tra logos e caos.

Stefano Pilia è un chitarrista, produttore e compositore dedicato alla ricerca delle proprietà scultoree del suono, della sue relazioni con lo spazio, il tempo e la memoria. È stato membro fondatore e collaboratore di diversi progetti seminali, artisti/e e band di culto a cavallo tra pratiche improvvisative, elettroacustiche e sensibilità avant-rock. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, lavorato per danza cinema e teatro, e suonato in festival internazionali in Europa, Australia, Africa e Stati Uniti d’America.

HYPER DUO
3 Settembre
titolo concerto: Speakeasies & Subsidiarities
Programma:
Nicole Lizée, Speakeasy (working title) for keyboards, drumset & electronics | World premiere 30’, Gilles Grimaître & Julien Mégroz;
Principe de Subsidiarité, for keyboards, voices & drumset | Italian premiere 30’

HYPER DUO ha commissionato alla compositrice canadese Nicole Lizée la creazione di un nuovo brano per tastiera, batteria ed elettronica. Ispirato ai “speakeasy” (i bar clandestini) dell’America del proibizionismo, il pezzo esplora un’atmosfera al contempo familiare e misteriosa. Bilanciando il fascino rétro con un inquietante senso di stranezza, l’opera reimmagina la storia americana attraverso la lente del surrealismo, del collage e dell’appropriazione creativa.
A completamento di questo lavoro, il duo eseguirà anche “Principe de Subsidiarité”, la loro nuova composizione nata per celebrare il decimo anniversario della formazione. Il brano è concepito come un viaggio intenso e caleidoscopico attraverso la storia del duo, dalle origini fino ai giorni nostri. Alternandosi tra ritratto concettuale, caos biografico, esplosione lirica e celebrazione di un fare musica virtuosistico e non convenzionale, questo nuovo lavoro riflette il percorso compiuto dal duo nell’ultimo decennio. Un cammino plasmato dalla passione per la sperimentazione e dal fascino per le intersezioni gioiose e improbabili, in un territorio situato tra Frank Zappa, John Zorn e i Mr. Bungle.

Gilles Grimaître | tastiere
Julien Mégroze | batteria

 

4 Settembre
Neko3
Titolo concerto:
Angel Death Traps
Alexander Schubert x NEKO3

Crediti per programma:
Composition and concept: Alexander Schubert
Arrangements: Alexander Schubert and NEKO3
Costumes design: Felina Levits
Lighting design and concept: Diego Muhr
Lighting co-design: Lasse Schönfelder

NEKO3: Lorenzo Colombo, Kalle Hakosalo, Marta Soggetti

“Angel Death Traps” è un ciclo di canzoni di Alexander Schubert incentrato sulla condizione transumanista, in cui la fusione tra corpo e tecnologia progredisce sempre di più. Questi brani rappresentano l’evoluzione dell’intreccio tra il digitale e l’umano. L’espressività degli esecutori diventa via via più artificiale e stilizzata tecnicamente, pur affrontando desideri fortemente personali, emotivi e sessuali. Si tratta di un processo di transizione, una fusione tra carne e scheda madre. L’artificiale e il naturale vengono costantemente messi a contrasto e intrecciati tra loro.

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Nota:
(1) Qui di seguito un breve riepilogo della storia dell’Icarus vs Muzak.
Icarus vs Muzak è la prosecuzione della fortunata esperienza di Icarus Junior, formazione giovanile fondata da Icarus Ensemble nel 2007 che si è esibita a San Francisco (Spring Festival of the Bay Area), alla Biennale di Zagabria del 2009, a Digione, Il Cairo e Alessandria d’Egitto, Belfort, oltre a moltissime città italiane. Nel 2018 Icarus vs Muzak ha rappresentato l’Accademia di Brera all’interno di un progetto del MIUR promosso dal Ministero dei Beni Culturali a Venezia. Nel 2020 partecipa come partner a RIGENERA, con un programma dedicato al rapporto tra Musica e Architettura. L’ensemble ha vinto il bando del Ministero degli affari esteri Vivere all’Italiana in Musica per la diffusione della musica italiana nel mondo. Nel 2021 ha partecipato a Days of Macedonian Musica a Skopje, con un programma di musica italiana e macedone.
Nel 2022 ha realizzato con ROPA (Roberto Olivan Performing Art) quattro repliche del balletto Gold presso il Mercat de les Flors. Ha effettuato una tournée di cinque concerti in Messico. Al Festival Gaida di Vilnius ha presentato una monografia di Salvatore Sciarrino con Paesaggi con macerie, nuovo brano espressamente commissionatogli con il sostegno della Fondazione Siemens.

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.