Figura di rilievo del jazz e dell’improvvisazione austriaca ed europea, Dieter Glawischnig è deceduto a 88 anni il primo ottobre scorso.
Glawischnig è stato:
1) un pioniere del jazz austriaco. In una raccolta austro-tedesca sepolta dal tempo e intitolata LEIPZIGER JAZZTAGE ZUM 25 – FREEe JAHRE (1977-1984) che inquadra storiche registrazioni dal vivo fatte tra il 1977 e i primi anni ottanta a Lipsia (all’epoca DDR), Glawischnig compare a pianoforte e trombone basso nel sestetto da Ekkehard Jost e si esibisce con il suo trio Neighbours, assieme ai compagni Ewald Oberleitner (contrabbasso) e John Preininger (batteria). I due CD contengono performance di Albert Mangelsdorff, Herman Keller, Manfred Schulze, Friedhelm Schönfeld, Johannes e Konrad Bauer, Gunter Sommer, Klaus Koch, Károly Binder, etc., tutte figure di spicco della prima improvvisazione austro-tedesca negli anni settanta;
2) fondatore a Graz del primo istituto accademico dedicato al jazz nel 1965 tenuto presso la Kunstuniversität Graz e poi di un innovativo programma di studi ad Amburgo, un corso di laurea in Jazz istituito dalla Hochschule für Musik und Theater Hamburg nel 1985, dove l’innovazione consisteva in un insegnamento a due pilastri (jazz e musica classica) e una forte carica formativa tendente alla creazione di una propria espressione;
3) sebbene se ne sia parlato poco, Dieter ha profuso una speciale esplorazione del free jazz che ha coinvolto la letteratura e la vocalità per il progetto di Laut und Luise / Aus der Kürze des Lebens, architettura musicale costruita da Glawischnig con la NDR Bigband, i testi delle poesie di Ernst Jandl e la vocalità di Lauren Newton; la collaborazione diede vita ad un CD e alcuni concerti in cui si poté apprezzare l’intenzione di fornire una destrutturazione della lingua tedesca in sonorità delle parole, con esplosioni di free jazz collettivo e parti vocali assolutamente non idiomatiche per Newton costituite da fonemi e spezzettamenti vocali pensati esteticamente per un uso musicale.
Il CD di riferimento che documenta la collaborazione tra Jandl, la NDR Bigband e Glawischnig è Ernst Jandl, Dieter Glawischnig, NDR Bigband – Laut Und Luise & Aus Der Kürze Des Lebens, Hat Hut R. con book, con registrazioni fatte tra il 1982 e il 1989. Per i concerti con la Newton non ci sono state registrazioni ufficiali, tuttavia è possibile ascoltarla in un archivio internet sulla rete per un concerto del 1997 (qui) oppure vederla all’opera in un trailer del festival tohuwabohu del 2012 (qui) riferito a Jandl.
Dal punto di vista pianistico Glawischnig era nell’orbita dello stile di Cecil Taylor, percussivo e brillante nella tecnica, ma anche munito di passaggi armonici coloristici e spaziali alla Bley, senza dimenticare la sua formazione accademica che seguiva sempre l’impronta di una coerenza strutturale utile per dare segnali agli improvvisatori di turno. Il lavoro discografico in cui più si apprezzano le qualità del suo stile è Winged by distance per Intuition nel 2015, mentre l’etichetta slovena Klopotec di Iztok Zupan ha certificato passato e presente, con la musica di Glawischnig assieme al suo trio Neighbours (i 5 CD antologici di Great Neighbours Music) e alcune riuscite collaborazioni con Oberleitner, con i vecchi amici del free jazz, con Elisabeth Harnik e Mikolaj Trzaska, con giovani come il sassofonista brasiliano Alípio Carvalho Neto e il batterista sloveno Gal Furlan. Tra i suoi ultimi concerti, quelli con la brava sassofonista Tanja Feichtmair sono stati una dimostrazione eccellente di incontro generazionale condiviso e di valore, sebbene non siano disponibili registrazioni allo stato attuale.
Persona di spessore culturale e dallo spirito libero, Glawischnig era di quelli che considerava il suo status musicale un privilegio, lontano dalle chimere del successo.
RIP Dieter Glawischnig





