Alain Bancquart

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Un percorso generosissimo quello di Alain Bancquart (1934-2022): compositore, direttore d’orchestra a Radio France, ispettore del Ministero della Cultura francese, professore al conservatorio di Parigi, co-creatore del CRISS (Collectif de Recherche Instrumentale et de Synthèse Sonore) nel 1977, uomo colto e studioso della materia microtonale.
Soprattutto su quest’ultima Bancquart va assolutamente ricordato per la sua attività e coerenza: fautore della suddivisione dei toni ed operante soprattutto su una progressione di 24 intervalli, Bancquart ha cercato di trovare nuovi compromessi tra i differenti regimi musicali di Debussy, Messiaen e dei compositori microtonali del primo novecento; con l’avvento degli spettralisti e dell’elettronica erano davvero in pochi a pensare che la melodia potesse riottenere un proprio ruolo e rivivere grazie ai micro-intervalli: Bancquart era uno di quelli, era convinto che essi fossero in grado di fornire conoscenze e risonanze maggiori di quelle storicamente accertate sui semitoni. Per lui, il campo d’azione e di intervento non doveva mai dimenticare la poetica (ebbe il suo sentore in ogni momento sposando Marie-Claire Bancquart, poetessa e saggista scomparsa circa 3 anni fa) e un certo neoclassicismo delle forme (di qui ancora l’uso di sonata, sinfonia, etc. per le sue composizioni).
Ho sempre avuto una grande ammirazione per Alain, tanto da dedicargli un articolo nel 2011 in occasione di un doppio evento, il libro/cd Qui voyage le soire e la monografia Labyrinthe de Minotaur pubblicata dalla Mode R. (l’articolo lo trovi qui) e lo contattai anche, per congratularmi con lui: ricordo che mi ringraziò con gioia e garbo…fui proprio contento! Blancquart è stato un compositore speciale, cercava di perseguire le sue strategie in più modalità e senza vanteria, prendendo in esame pianoforti decuplicati nei toni o persino strumenti musicali poco pensati per avventure microtonali (arpa, viola da gamba, etc.) e il suo era un progetto ben preciso, un’idea di riappropriazione della forma e del lirismo della musica.
Il messaggio di Blancquart rivolto ai suoi ascoltatori consisteva nel proporre un nuovo approccio, qualcosa che li inducesse ad avvertire le differenze microtonali della musica, mentre per gli esperti la comunicazione è probabilmente ancora aperta perché pezzi come la Sinfonia n. 1 (1980) o la n. 4 (1987) oppure il Memoire (1985), secondo quartetto d’archi, sembrano ancora orfani di un seguito.
Una grave perdita per la musica.

RIP Alain Bancquart

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Music writer and founder of Percorsi Musicali, a multi-genre magazine focused on contemporary music and improvisation's forms. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 1800 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.