Pubblichiamo l’integrale comunicato della stagione concertistica 2026 del Syntax Ensemble diretto da Pasquale Corrado.
HERE WE ARE – Stagione 2026 – Syntax Ensemble
Con la stagione concertistica 2026, intitolata emblematicamente HERE WE ARE, il Syntax Ensemble traccia una dichiarazione di presenza artistica ed etica nel panorama contemporaneo europeo. Essere «qui e ora» significa intendere la musica d’oggi come spazio vivo di relazione, capace di far dialogare le pietre miliari del Novecento storico con l’esplorazione spettrale, l’elaborazione elettroacustica in tempo reale, le nuove commissioni e l’interazione audace con lo spazio visivo e urbano per un itinerario sonoro che unisce la residenza all’Auditorium San Fedele di Milano a tappe significative a Treviso e Bergamo.
Il cartellone si è aperto il 5 maggio al Teatro Del Monaco di Treviso con Pierrot Perspectives, progetto che ha eletto a fulcro concettuale l’archetipo del teatro da camera del Novecento, il Pierrot Lunaire op. 21 di Arnold Schoenberg. Il capolavoro del 1912, fondamento dello Sprechgesang e generatore dell’organico moderno, è stato riflesso e attualizzato dalle prospettive speculari delle partiture di Maurilio Cacciatore e Gianvincenzo Cresta, impegnati a ripensare la vocalità scenica, la spazializzazione elettronica e la decostruzione timbrica della maschera lunare attraverso un dialogo serrato tra espressionismo e ricerca elettroacustica. Alla fine dello stesso mese, il 31 maggio all’Auditorium Lattuada di Milano, l’ensemble ha rinnovato la propria missione maieutica in una produzione in trio d’archi e pianoforte dedicata alla giovane creazione emergente, realizzata in stretta sinergia con la Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, dove i maestri del Syntax hanno offerto la propria maestria tecnica ed ermeneutica a partiture fresche d’inchiostro.
L’inizio dell’estate ha segnato uno dei momenti più radicali dell’anno: nella notte tra il 6 e il 7 giugno, alle ore 01:00 e alle 03:00, la Stazione di Milano Cadorna ha ospitato l’esperienza notturna e site-specific di Requiem di Pasquale Corrado. Nel silenzio surreale delle banchine ferroviarie svuotate dal flusso pendolare metropolitano, l’ensemble ha trasformato un non-luogo urbano in uno spazio rituale e catartico, destrutturando la liturgia funebre attraverso un impianto sonoro che ha innervato la vocalità estesa di Valentina Coladonato con sintetizzatori analogico-digitali, controller a fiato EWI, live electronics e percussioni telluriche.
La ripresa autunnale, all’Auditorium San Fedele il 28 settembre, vede la collaborazione con la rassegna di ricerca Inner_Spaces in un concerto di vertiginosa tensione ritmica e spaziale. Il programma mette a confronto la morfologia digitale di X-Tension 3 di Ivan Fedele — dove il gesto acustico è sottoposto in tempo reale a stiramenti granulari e traiettorie polifoniche di millimetrico rigore geometrico — con la trascinante pulsazione di Double Sextet di Steve Reich, capolavoro premiato con il Pulitzer nel 2009 che moltiplica l’ensemble contrapponendolo a un nastro speculare in una costruzione poliritmica implacabile e ipnotica. Il 23 ottobre, sempre al San Fedele, il Syntax celebrerà i settant’anni di Alessandro Solbiati nel concerto “In a point of time”, figura cardinale del pensiero musicale italiano. Il concerto accosterà Novus e i Tre frammenti da Leonardo — intrisi di una cantabilità scabra e densa interpretata da Valentina Coladonato — a due vertici della moderna scuola francese: le Cinq Chansons di Gérard Pesson, tessute su memorie evanescenti e silenzi trattenuti, e l’apoteosi spettrale di Treize couleurs du soleil couchant di Tristan Murail, dove la fusione armonica genera una cangiante rifrazione luminosa, completata dalla prima esecuzione assoluta di una nuova commissione affidata a Carmen Fizzarotti.
La stagione volgerà a compimento a novembre con un doppio appuntamento “Over the borders”, il 20 all’Auditorium San Fedele di Milano e il 22 alla Sala Piatti di Bergamo. Ad arricchire la serata milanese del 20 novembre, prima dell’inizio del concerto, si terrà la presentazione del volume «Hans Werner Henze – la musique toujours recommencée» con la partecipazione diretta dell’autore Philippe Torrens, affiancato dagli interventi e dalle testimonianze di Giuliano Corti e Ivan Fedele. A seguire, la performance musicale, incentrata sulla vocalità duttile e scenica di Ljuba Bergamelli, spazierà dall’essenzialità aforistica e luminosa di Tanka di Ivan Fedele, ispirato alla metrica giapponese a strofa breve, alle chiaroscurali e viscerali ombre d’infanzia evocate da El Niño Sombra del compositore salvadoregno-ginevrino Arturo Corrales. Accanto alla memoria lirica dell’Adagio adagio di Hans Werner Henze, il programma presenterà due nuove composizioni in prima assoluta firmate da Paulo Ferreira-Lopes (per voce, ensemble ed elettronica) e Domenico Turi (per violino e violoncello), sublimando l’esperienza all’Auditorium San Fedele con il contributo visivo sinestetico del video d’artista creato da Zaccaria Naimoli.






