Di Rosa e Nicita: Afternoon

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Di Rosario Di Rosa va sempre apprezzato l’ampio ed eclettico interesse che nutre nei confronti della musica e la bontà dei trattamenti, spesso divisi tra ricerca di un obiettivo musicale e godibilità dei risultati. Su queste pagine ne ho messo sempre in luce le qualità, dapprima come pianista dagli stimoli jazz ma lontani dagli usuali contesti del genere, poi eleggendo con favore una mentalità compositiva a 360° gradi ed infine indicando una fulminea abilità e competenza acquisita nei regni attuali dell’elettronica leggera.

Afternoon, il suo nuovo lavoro in digitale condiviso con Carlo Nicita, è un’altra dimostrazione di quanto sia fondamentale avere un cervello lucido, partorire un’idea e trovare i modi per realizzarla: Di Rosa e Nicita improvvisano un set in un appartamento di un amico a Milano ma non fanno del jazz, al contrario si concentrano per suonare un’opera elettroacustica, dove far confluire umori, textures e colorazioni timbriche.
Nelle note interne del lavoro Di Rosa avverte che “…unico obiettivo comune era focalizzarsi sull’aspetto essenzialmente timbrico cercando di esplorare la più vasta gamma sonora possibile sia del flauto, flauto basso, ottavino e del tradizionale friscaletto siciliano, sia del pianoforte…”; è una considerazione tecnica che probabilmente non rende l’idea di quanto si ascolta ma solo perché sono necessari altri indizi per completare il quadro degli elementi e certamente Afternoon è sintomatico di un’elaborazione intelligente e autoctona che va oltre il carattere timbrico richiesto e si produce in un’area musicale che è davvero difficile da definirsi poiché contiene in strane dosi l’armonia classica, le alterazioni dell’improvvisazione libera e la psicosi dell’elettronica di consumo.

Fino al quarto pezzo la validità delle conclusioni progettuali su Afternoon è altissima: Una luce che canta introduce un pianoforte a poche note pensoso, che si incrocia con lo “sfilacciamento” del flauto (alterazioni sul registro, uso di tecnica non convenzionale) e con una texture elettronica avvolgente e ben architettata; Danser Dans Le Noir inizia con un field recordings confuso tra voci, intramezzi classici e un fruscio di fondo, per poi dare spazio ad un box pianistico di pregio che gioca sull’armonia e sulla modifica della scala in mezzo ad interstizi di elettronica creati ad hoc; Dalla Terra ha un carattere musicale aeriforme, è un tunnel di propositi dove Nicita sperimenta alcune soluzioni ritmiche applicate agli strumenti a fiato, accompagnato da un pullulare di espedienti trovati nella realizzazione elettronica; Mystic ricercare è tuonante, ha una conformazione mista fatta di baldanza plugged, volubilità scratch e di tanti dettagli elaborati che costeggiano parti di flauto che odorano di contemporaneo, mentre poi nella seconda parte il pianoforte ritorna sovrano con espansioni che durano fino alla fine quando del flauto rimane solo un timbro.
Anche il finale del lavoro è molto interessante con un versione particolarissima dell’arcinota Round Midnight di Monk, un vero e proprio adeguamento del pezzo al clima della musica di Di Rosa e Nicita che in definitiva è un brand dei due musicisti: l’impronta è quella di una ricerca in acque fluttuanti e senza falsificazioni, dove la musica lascia delle scie, lancia dei ponti di edificazione tra elementi che sembrano inconciliabili. E’ l’apoteosi di un ricordo, guardare il mondo da una finestra senza subirne gli effetti e trovare ancora una giustificazione; forse questa speranza che pervade il lavoro dei due musicisti trova un riscontro nella cover dove si vede una sedia senza fondo e senza uomo.

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 2000 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.