Miguel Ángel García Martín al Gare du Nord

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Il Gare du Nord è un centro culturale dedicato alla musica che si trova in prossimità della stazione di Basilea. E’ un posto rinomato nella Svizzera tedesca, frequentato da molti musicisti di classica contemporanea che durante l’anno fanno convergere una buona parte delle loro attività in quella sede tramite concerti divisi idealmente secondo delle denominazioni ad hoc.

Il 4 aprile prossimo c’è un evento che ha colpito la mia curiosità, ossia un concerto in solo del percussionista Miguel Ángel García Martín, nell’ambito della ‘serie’ Friendly Takeover (il numero di García Martín che sfrutta la serie annuale è il cinque). Il giovanissimo percussionista spagnolo (di Zamora, classe 1989) è allievo di Dierstein e ha studiato con Zimmerlin, Frith e Kerniak; nonostante la giovane età García Martín ha partecipato a festival importanti come l’Eclat, la Biennale di Venezia, lo Staatsoper Berlin, il Festival Musica di Strasburgo e ha eseguito lavori di Simon Steen-Andersen, Erin Gee, Pierluigi Billone, Oscar Bianchi, Rebecca Saunders e di tanti altri. Come gran parte dei percussionisti classici delle nuove generazioni ha un’attitudine complessa, che lo vede interessato non solo alla musica contemporanea ma anche a performances teatrali, progetti sperimentali e multidisciplinari. Ad ogni modo a Gare du Nord eseguirà un repertorio contemporaneo immacolato, studiato per festeggiare il suo decimo anniversario di percussionista freelance, un programma tarato sulle sue capacità e motivazioni: Aufbau/Abbau (tradotto dal tedesco in italiano significa ‘costruzione/smontaggio’) è la titolazione caustica di questo nuovo palinsesto del percussionista spagnolo, che nelle note accompagnatrici dell’evento afferma:
“…amo e apprezzo il mio lavoro, la varietà, la diversità e tutte le possibilità che il mio strumento offre. Ma non è tutto oro quello che luccica. Il mio strumento implica cose inevitabili, faticose, che richiedono dispendio in termini di tempo. Sono attività brillanti e fisicamente impegnative. Concretamente sto parlando di quella che, per molti strumentisti, è una routine di pochi minuti o addirittura secondi; qualcosa che non è condivisa con il pubblico, privata e solitamente solitaria. Sto parlando di ‘allestimento’ e ‘smantellamento’. Fino a quando le sculture dei tamburi non saranno sul palco, non sarà possibile riprodurre alcun suono, non sarà possibile installare le luci, non sarà possibile effettuare il sound check e non potrà aver luogo alcun concerto. […] Come autoterapia e per celebrare il mio decimo anniversario, ho deciso di elaborare musicalmente il mio “trauma” e di presentare al pubblico questo problema sconosciuto della mia professione sotto forma di una performance musicale scenica…”. (mia traduzione dal tedesco).

La curiosità aumenta quando si guarda la foto che introduce all’evento, dove García Martín appare folgorato sulla faccia e sul corpo da note e indicazioni di partitura (probabilmente si tratta di una proiezione) e ci si chiede che cosa è stato preparato da compositori particolarmente avvezzi alla gestualità e ad un metodo di scrittura che richiede grande partecipazione del performer: parlo di gente come Michael Beil, Annesley Black, Alexandre Babel, Cathy van Eck, Svetlana Maraš e Barblina Meierhans, tutti compositori che hanno scritto in premiére mondiale assieme al percussionista spagnolo e che suscitano aspettative anche sul versante del coordinamento del programma. C’è solo un modo per capirlo: andarci!

Qui il link del concerto.

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 2000 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.