Il 2024 e 2025 rischiano di essere per il compositore Maurizio Azzan gli anni di una particolare dedizione all’oggettività percussiva. Sono ben 3 i lavori commissionati in questo arco temporale che spaziano in una concezione decisamente moderna del comparto percussioni, non certamente fossilizzato sui conosciuti elementi del set, ma piuttosto sbilanciato sulla ricerca di fonti e architetture sonore originali che possono scaturire da strumenti percussivi di recente costruzione o addirittura che presuppongono un’autonoma costruzione che intercetta la collaborazione con il percussionista. E’ un’idea intelligente quella di accettare proposte di percussionisti che mirano a formare un repertorio immacolato e così fornire indicazioni esperienziali utili per la composizione: Azzan l’ha fatto con il percussionista portoghese Alexandre Silva e l’italiano Fabio Macchia.
Il primo lavoro di Azzan sulle percussioni






