Le nuove generazioni compositive italiane: Edoardo Dadone

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L’idea di una narrazione fluida e lineare nella musica contemporanea sembra oggi un’illusione. Viviamo in uno stato di perenne frammentazione, un’esperienza atomizzata costruita su stimoli asincroni costanti e la musica ne esce a pezzi dal punto di vista semantico. Tuttavia, smontare il materiale in dettagli sonori è una delle attività più affascinanti che l’arte ci ha consegnato nel novecento come possibilità concreta di ottenere novità e se il compositore è bravo nel saper cogliere l’essenza del montaggio non si distrugge nulla, anzi si ottiene creazione che sa conguagliare poetica e significati: il frammento è l’iconografia di una nuova percezione d’ascolto della musica.

Sull’idea basilare di una composizione frammentata ma sapientemente ricostruita secondo criteri musicali capaci di rivelare dettagli plurimi e drammaturgici si muove il compositore Edoardo Dadone (1992). Dedito allo studio della chitarra classica, Dadone è parallelamente considerato come uno dei più interessanti compositori tra quelli

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.