Udo Moll

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Una scomparsa passata decisamente inosservata è stata quella di Udo Moll il 14 gennaio scorso. Moll era stato un allievo alla tromba di Manfred Schoof e alla composizione di Johannes Fritsch nella Hochschule für Musik di Colonia ed era diventato subito un punto di riferimento per l’improvvisazione tedesca grazie alle sue partecipazioni alla James Joyce Orchestra e per un trio che aveva fondato assieme con Matthias Muche e Sebastian Gramms (trombone e contrabbasso rispettivamente), un posto in cui Moll aveva splittato tutto il suo riconoscimento per John Cage. Sulla base di una vera e propria teoria che imponeva una frammentazione della musica con silenzi precostituiti e coordinati di un minuto, Moll voleva dimostrare che suoni e silenzi possono essere vissuti con la medesima energia ed era possibile per gli esecutori uno sviluppo darwiniano degli eventi, poiché quel minuto di pausa si poneva come primo accento di una sorta di gioco al rilancio degli approcci esecutivi e finanche un modo per modificare le abitudini d’ascolto dell’audiance (che deve cogliere una realtà più ampia di quella dei singoli pezzi costruiti). Il trio da laboratorio d’analisi con Muche e Gramms era anche un modo per sistemare le conoscenze dell’elettronica e la passione verso le apparecchiature analogiche.
Moll aveva un ampio spettro d’azione, aveva suonato in molte bands (persino di world music) e collaborato con gente come Elliott Sharp, John Tilbury o Wolfgang Mitterer; non disdegnava sortite musical-letterarie dove passavano in rassegna Einstein, Agostino o Murakami (quelle con Michaela Ehinger) ed aveva un concetto avanzatissimo sull’improvvisazione: “…trovo che la libera improvvisazione a volte sia un ghetto auto-scelto se le persone non fanno nient’altro. Trovo più interessante quando ci sono influenze esterne…” (Moll, estratto da un articolo di Rainer Nonnenmann dal titolo “Das mollsche gesetz” – Ein Kölner Improvisationstrio versucht das Publikum zum Staunen zu bringen, in: Neue Zeitschrift für Musik, 2007). Moll aveva perciò l’esigenza di ottenere relazione proficue in altri campi e una delle più interessanti fu quella con il video artist Gudrun Barenbrock, che lo portò a sperimentare intriganti performance di musica e media, riallacciando ponti con la storia e con una dinamica sempre più consapevole degli strumenti elettronici. L’atto creativo lo affascinanava, andava alla ricerca dell’origine di un fermento culturale o musicale e il progetto delle ENIAC Girls, una rielaborazione elettroacustica che si riporta ai metodi di programmazione della prima macchina informatica, fatta da 6 donne nel 1946 che non ottennero però nessuna visibilità o riconoscimento: Moll metteva insieme field recordings, storia dei computers, sintesi modulare e strumenti campionati.

C’è una pagina nel suo sito che potreste seguire per approfondire su questo bravissimo e poco conosciuto musicista (vedi qui), sempre pronto ad effettuare nuove connessioni con quella concettualità di base che lo contraddistingueva. E molto spesso non era musica “confinata” per una nicchia eletta di consumatori, aveva uno spessore elettroacustico tutto da vivere: una collaborazione che mi ha colpito e che vi consiglio, per esempio, è quella  di Shakespeare Zombienation II con Leonhard Huhn (qui), che ritaglia un ambiente sonoro invitante che getta un ponte tra videogiochi giapponesi opportunamente rimontati con tecniche moderne e la capacità di combinare un “polimero” a Colonia con le caratteristiche somatiche degli strumenti modulari e analogici.
RIP Udo Moll

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.