In dialogo con Matteo Rigotti

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Il novecento ci ha consegnato un’epoca in cui i compositori hanno cominciato ad esplorare i limiti degli strumenti musicali. Il nuovo secolo, sebbene con tanti ‘occhi sospettosi e guardinghi’, sta accelerando sulle consuetudini esecutive e le modalità con cui si approccia ai vari strumenti: non solo è maturata una filosofia completa delle tecniche non convenzionali o estensive, ma la stessa tecnica è continuamente oggetto di influenze trasversali che arrivano da generi musicali non classici o altre discipline artistiche. Il cambiamento dei materiali compositivi è ormai un processo irreversibile, qualcosa che è in grado di darci ulteriori informazioni su

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He wrote hundreads of essays and reviews of cds and books (over 2000 articles) and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.