ART/REVIEW A strange layer of things

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What is Art? Art is invention & innovation. Why Art? The answer is far too simple to be able to formulate. To know why: something E is an explanation of why Q only if someone who possesses E understands why Q. (B. Skow).

What does Art do? What Art does is to create discovery, unlikely in Scientific Disciplines (apart from formal & informal Logic, because decidable), which discovery means describing the real world through demonstrated descriptions. Art describes Art in decidable content through codes which generate context, and analysis ( = code demonstration). What is not demonstrable is the fact that such a process and the results of it create a reaction (self-collapses), but a reaction is not a description; it cannot be demonstrated, it can only be recognised as such.

Art is made rational (code domain) by having irrational developments (code breaking). And why make it? It is known that the real world is mainly unknown, and fully unknown is its meaning. Making Art means acknowledging the unknown as much uncertain as the real world, and the ‘why’ question implies a reaction to it: to create discovery. Now, a minor point: What is understanding in Art? If understanding means knowing a correct explanation, in Art, the meaning of correct is vacuous according to existing models of explanation which are used to assume it as right.

Conclusions (not an explanation). Is explanation a condition of understanding? By pointing this out, the occurrence of Art is not to be expected; and it is in this sense that any explanation is unable to understand why Art occurred. Art consists of bringing back what has never been experienced before.

                                                                                         SIMONE SANTI GUBINI

 

 

 

 

 

 

UNA RECENSIONE DELL’ARTE

Uno strano stato di cose 

Domande primarie d’ordine secondario

(ampliamento)

Che cos’è l’Arte? L’Arte è invenzione e innovazione. Perché l’Arte? La risposta è sin troppo semplice per poter essere formulata, sin troppo semplice per poter essere compresa. Per sapere perché: qualcosa E è una spiegazione del perché Q solo se qualcuno che possiede E capisce perché Q. (B. Skow).

Perché il fare Arte? È noto che il mondo reale è in gran parte sconosciuto, e completamente sconosciuto è il suo significato. Fare Arte significa riconoscere l’ignoto come incerto quanto il mondo reale, e la domanda “perché” implica una reazione ad essa: creare scoperta, improbabile nelle discipline scientifiche (ad eccezione della logica formale e informale, perché decidibile). Le scoperte scientifiche descrivono il mondo reale attraverso descrizioni dimostrate, l’Arte descrive una rispettiva, intrinseca scoperta in contenuti decidibili attraverso codici che generano contesto & analisi (= dimostrazione del codice). Ciò che non è dimostrabile è il fatto che tale processo e propri risultati creino una reazione (auto-collasso), ma una reazione non è una descrizione; non può essere dimostrata, può solo essere riconosciuta come tale. L’Arte è resa razionale (dominio del codice) da sviluppi irrazionali (rottura/decifrazione del codice) non linguaggio, poiché l’essere definito da relazioni non permette di descrivere il codice che l’ha generato. Il linguaggio non definisce il codice, ne segue soltanto le regole che assume come vere/corrette. È necessario creare un linguaggio ma è il codice che crea la scoperta ( = le regole che il codice assume come false/corrette attraverso la comprensione delle regole che non ne dimostrano la correttezza).

Che cos’è la comprensione? Se comprendere significa conoscere una spiegazione corretta, nell’Arte il significato di corretto è vacuo secondo i modelli di spiegazione esistenti che vengono utilizzati per assumerlo come giusto. Falso è assumere una spiegazione come vera; vero è l’assenza di una spiegazione.

La spiegazione è una condizione necessaria per la comprensione? Sottolineando questo aspetto, non ci si può aspettare che l’Arte si manifesti; ed è in questo senso che qualsiasi spiegazione è incapace di comprendere perché l’Arte si sia manifestata.

                                                                                             SIMONE SANTI GUBINI

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Simone Santi Gubini è particolarmente interessato ad un musica come esperienza fisica intensa, ad una musica come richiesta da soddisfare. Utilizzando sviluppi altamente testuali, ambiguità estrema e toni sovraesposti, il compositore crea un massimo contrasto in ogni parametro musicale ed un'esplosione di relazioni in continuo mutamento per plasmarne di nuove, costringendo la percezione consolidata a rompersi definitivamente. La brutalità del volume e l'implacabile intensità musicale richiedono una grande forza fisica dell'esecutore, uno stato di controllo assoluto e perdita dello stesso. Il corpo degli strumenti media l'enorme rilascio di suono sul pubblico, un'improvvisa accelerazione dell'impatto sonoro nota come shock. Shock come esperienza musicale definitiva.