Il tema dello ‘spazio’ al Festival di Nuova Consonanza

0
303

Il 9 Novembre ha avuto inizio la 62° edizione del Festival di Nuova Consonanza, rassegna di eventi che dal lontano 1965 continua nel suo scopo di perpetuare la promozione della musica contemporanea e d’avanguardia in Italia. Per questa edizione e le due successive i temi sono stati già stabiliti, avremo in breve una trilogia di intenti che seguirà per ciascun anno l’argomento ‘spazio’ – ‘tempo’ – ‘suono’. Il festival del 2025 produce eventi che richiamano compositori, musicisti ed esperti in grado di riempire efficacemente i temi e quanto allo ‘spazio’, tema del 2025, Rotili nelle sue note ci avverte che:
La parola spazio, viene, dunque, declinata in vari modi:
come estensione, compresenza, concrezione;
come direzione, movimento o il suo contrario, immobilità;
come spettro sonoro, timbro;
come luogo fisico, ma anche virtuale della diffusione del suono, del suo riverberare.
Percepire la musica nello spazio… concepire la musica per lo spazio… ma anche concepire lo spazio per la musica…
concetto dal quale nasce una delle sezioni più significative del festival, quella dedicata alla ricerca sulla spazializzazione del suono, presentata secondo molteplici forme di spettacolo elettroacustico: dai concerti strumentali e/o acusmatici, alle performance con elementi teatrali e multimediali, alle installazioni’.

Da quest’ultima affermazione, inerente alla molteplicità delle visuali applicative del festival, discendono almeno due eventi che vorrei segnalare. Uno riguarda i due appuntamenti di Lo spazio elettroacustico, ossia l’esplicazione di una call internazionale che è stata rivolta a giovani compositori under 40, con una selezione di alcune opere tra le 126 proposte ricevute da oltre 30 Paesi di tutti i continenti. La selezione è stata fatta con molto criterio, sia per l’uso avanzato di tecnologie immersive – dalla quadrifonia al Dolby Atmos e Ambisonic – sia per il loro carattere estetico, ossia il loro valore musicale intrinseco: nelle due serate del 5 dicembre e del 13 dicembre si avranno opere di sola elettronica ed opere di elettroacustica con la partecipazione della clarinettista Alice Cortegiani e dei compositori Maurilio Cacciatore e Angelo Benedetti (con loro pezzi in anteprima in extra call).
L’altro evento da segnalare è quello del 20 dicembre con il concerto dei finalisti del Concorso Evangelisti, quest’anno rivolto a composizioni per chamber ensemble che comprendano almeno tre strumenti scelti obbligatoriamente tra flauto, clarinetto, violino, viola, violoncello e pianoforte: i finalisti di quest’anno sono tre giovani interessanti compositori italiani, ossia Davide Spina con Fear Of Missing Out (che vi ho presentato su queste pagine ad ottobre), Maria Vittoria Agresti con Dia e Danilo Karim Kaddouri con Airports.

Naturalmente il festival offre molti altri spunti di interesse, con concerti, presentazione di libri e incontri specifici (tra essi la prima di Nottoli, l’omaggio alle Folk Songs di Berio con 5 anteprime compositive affidate a Giulia Zaniboni e l’Ensemble Nuove Musiche, il libro sulla contemporaneità napoletana [l’Ensemble Dissonanzen] di Francesca Odilia Bellino e Antonio Mastrogiacomo, gli interventi di Andreuccetti e Lanzalone sui confini del suono). Per maggiori informazioni su tutti gli eventi e il palinsesto completo del festival potete leggere qui.

Articolo precedenteTwo different trios of the sax master John Butcher
Articolo successivoEva-Maria Houben – portative air
Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.