Rip Guy Strale

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Jean-Michel Van Schouwburg, noto cantante improvvisatore belga, conosce tutti i segreti della libera improvvisazione nel suo Paese, soprattutto in chiave storica. L’8 Dicembre Jean-Michel ha comunicato sulla sua pagina facebook in maniera ufficiale la morte di Guy Strale, connazionale pianista ed improvvisatore che ho avuto modo di conoscere e vedere all’opera in un’edizione fantastica del Clock Stop Festival a Noci nel 2015. Forse molti non lo sanno ma Strale è un pezzo di storia dell’improvvisazione in Belgio, un improvvisatore sui generis con tanta sostanza creativa non tutta rivolta al pianoforte (il suo strumento principale), ma direzionata anche verso il clarinetto e verso performance dedicate, costruite con oggetti sonori, piccole percussioni o con sinossi teatralizzate. L’avventura socio-politica europea della libera improvvisazione cambiò negli anni settanta le mappature geografiche, le quali cominciarono a prendere vita anche nei più piccoli paesi europei: dopo il pioniere Van Hove (ancora con un piede dentro nel free jazz e negli idiomi), nel 1976 ci fu in Belgio la nascita di un collettivo puro di improvvisatori liberi, l’INaudible asbl, praticamente un’associazione di musicisti che dimenticò totalmente gli idiomi jazzistici; Guy Strale insieme a Philippe Smeyers e Jean-Claude Deroubaix furono i fondatori di questo collettivo che considerava “la free improvisation come il modo più privilegiato dell’espressione musicale, liberata per sua stessa natura da qualsiasi discriminazione elitaria, sessista o razzista, accademismo e pregiudizio estetico“. Strale e i fondatori dell’INaudible raccolsero intorno a loro una sequela di musicisti e artisti innamorati di questi processi creativi e sebbene i concerti non fossero molti si trovò il modo di documentare un pò di musica dal vivo fatta a Bozar e Bruxelles tra il 1977 e il 1980 in un Lp che fu pubblicato nel 1981 (si trattava di Musique Improvisée • Improvised Music) in un’edizione limitata di 500 copie per un label indipendente a loro strettamente collegata. Questo Lp resta un documento raro di cui si ha traccia solo in Discogs corredato di un profilo youtube di un amatore che ne ha caricato la musica (vedi qui). Questo vinile è stato l’inizio di una proficua collaborazione tra Strale e Van Schouwburg che si è costruita non solo sulla musica, ma anche sull’organizzazione di concerti, festival, workshops e spettacoli e ospitalità per improvvisatori non belgi in visita a Bruxelles. Purtroppo Guy non ha registrato molto, non era questa la sua priorità, ma il ricordo che ho di lui a Noci è di una persona serena, contenta del suo percorso, allo stesso tempo felice di aver sollevato le virtù di una musica così speciale nei suoi fini e curioso nell’osservazione delle dinamiche musicali altrui. Quel giorno a Noci, Guy mi rivelò il suo talento grazie ad una performance non convenzionale con Roberto Del Piano: frammentato e aritmico alla tastiera, chirurgico e poco articolato negli interni.

Nel suo post di necrologio su facebook Jean-Michel Van Schouwburg scrive con passione di Guy e delle sue mille conoscenze:
initiateur de l’improvisation libre à Bruxelles ateliers d’improvisation de 1975 à 2010 etc… co-organisateur de concerts, érudit et lecteur assidu, amoureux des musiques du monde, populaires, savantes, anciennes, afro américaines, free jazz, expérimentales, connaisseur en cinéma, photographe de talent, spécialiste en ethnomusicologie, voyageur improvisateur, conférencier , lucide vérité au lieu des slogans réducteurs… porte ouverte …son ami Willy van Buggenhout lui dédie un morceau de musique électronique‘ (sentilo qui).

RIP Guy Strale (1943-2025)

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.