Le nuove generazioni compositive italiane: Carmen Fizzarotti

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foto Maria Isabela Nica

Con un diploma accademico in pianoforte nel 2014 e uno di secondo livello in musica da camera nel 2016 al Conservatorio di Bari è iniziata l’avventura musicale della compositrice Carmen Fizzarotti (1992). Sono due titoli che rivendicano la loro importanza per una compositrice che oggi è in contatto con solisti ed ensemble di fama internazionale, perché hanno contribuito a direzionare perfettamente il percorso iniziale di Fizzarotti; la scrittura pianistica e la chamber music sono diventati le traiettorie di base di uno stile personale che si è evidenziato con inequivocabili indizi di maturità già nel 2017, quando Fizzarotti ha composto Terminal Hurt/Terminal Longing (Kentridge’s Tree), un pezzo per violino e violoncello presentato in premiére al Festival Pontino per l’interpretazione di Malika Yessetova e Martina Rudic; per quello che ne penso io, in quel pezzo Fizzarotti instaura per la prima volta un intelligente concetto di ‘dualismo’, uno che si imposta musicalmente su identità strette, ostinate, non protette.

Fizzarotti

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.