Con un diploma accademico in pianoforte nel 2014 e uno di secondo livello in musica da camera nel 2016 al Conservatorio di Bari è iniziata l’avventura musicale della compositrice Carmen Fizzarotti (1992). Sono due titoli che rivendicano la loro importanza per una compositrice che oggi è in contatto con solisti ed ensemble di fama internazionale, perché hanno contribuito a direzionare perfettamente il percorso iniziale di Fizzarotti; la scrittura pianistica e la chamber music sono diventati le traiettorie di base di uno stile personale che si è evidenziato con inequivocabili indizi di maturità già nel 2017, quando Fizzarotti ha composto Terminal Hurt/Terminal Longing (Kentridge’s Tree), un pezzo per violino e violoncello presentato in premiére al Festival Pontino per l’interpretazione di Malika Yessetova e Martina Rudic; per quello che ne penso io, in quel pezzo Fizzarotti instaura per la prima volta un intelligente concetto di ‘dualismo’, uno che si imposta musicalmente su identità strette, ostinate, non protette.
Fizzarotti






