Il Rewire festival è appuntamento che si rinnova ogni anno a L’Aia e che si distingue per l’ampiezza e per l’eclettica direzione contemporanea dei suoi palinsesti. Coloro che cercano esperienze non convenzionali o che vivono un’arte che si professa di essere avanguardista, hanno una preferenza non celata per l’evento olandese dove possono assistere a concerti preda di nuove tecnologie o ad installazioni e performance in molti spazi della città che incontrano il loro piacere. Nell’ambito del programma 2026 che si svolgerà tra il 9 e il 12 aprile prossimo, ho enucleato 3 eventi che mi sembrano molto interessanti e in linea con quanto proponiamo su queste pagine; traduco quanto potete trovare nelle schede in inglese che accompagnano gli eventi (dove trovate anche video-trailer o dimostrativi a supporto).
1) Zeno van den Broek, Les Percussions de Strasbourg & HIIIT, Ways of [ ].
Il compositore e artista audiovisivo Zeno van den Broek presenta la sua nuova opera Ways of [ ] a Rewire 2026. Per questa performance audiovisiva unica, van den Broek riunisce i membri di due gruppi di percussioni di fama mondiale – Les Percussions de Strasbourg e HIIIT, precedentemente noto come Slagwerk Den Haag – per collaborare e interagire con entità digitali in un intreccio di tecnologia e umanità. Per l’opera sono state sviluppate intelligenze in grado di percepire e interagire con i percussionisti che le accompagnano, rispondendo l’una all’altra come farebbero degli esecutori umani, adattandosi e guidandosi a vicenda verso nuovi e strani ritmi cibernetici. Traendo spunto da interrogativi sempre più urgenti su come gli esseri umani potrebbero relazionarsi con altre forme di intelligenza, van den Broek offre in risposta una visione di macchine autonome i cui algoritmi sono stati alimentati con dati ritmici provenienti dai loro antenati: motori a vapore, telai e altre macchine industriali – offrendo loro un mezzo di costruzione della storia e di significato che va oltre le logiche dell’apprendimento automatico aziendale. Ways of [ ] esplora varie forme di intelligenza, logica e strutture musicali, dando spazio sia ai percussionisti che alle entità digitali per agire individualmente e collettivamente in questa performance speciale.
2) Johannes Kreidler, Jet Whistles / The Grand Exhalation
Dalle tempeste sempre più frequenti e intense alle turbine installate su territori occupati, l’aria in movimento si intreccia con la politica, i diritti fondiari e la crisi climatica. Jet Whistles / The Grand Exhalation crea uno stato di vivacità nell’aria che innesca un confronto – una forza che letteralmente ti investe. Composta dagli strumenti della “Thunder Sheet Machine” di Johannes Kreidler – in cui fogli di alluminio, acciaio, bronzo, rame, zinco e argento vengono motorizzati per creare composizioni con aria, vibrazioni e pressione – l’installazione genera contrasti tra forza e vulnerabilità, elementi naturali e tecnologia.
Johannes Kreidler nutre da tempo un profondo interesse per l’utilizzo di motori di precisione per controllare il suono fisico, prodotto da strumenti o da membrane, corde, piastre e materiali simili. Crea installazioni che gli permettono di esplorare i suoi strumenti robotici come quasi-organismi; esseri a sé stanti, che sollevano interrogativi su agency e autorialità.
3) Presentazione e discussione del libro Open Field Listening Station di Femke Dekker.
Femke Dekker (alias Loma Doom) è da tempo immersa nel mondo del suono e dell’educazione. Attraverso aule universitarie, archivi, festival, gallerie d’arte, stazioni radio indipendenti e piste da ballo, ruota attorno a due domande centrali: cosa succederebbe se l’ascolto stesso diventasse una pratica artistica? Cosa potrebbe accadere quando l’ascolto diventa metodo, mezzo e materiale? Il libro Open Field Listening Station (2026) prende forma attorno a queste idee. Presentato come una collaborazione tra Page Not Found – una piattaforma gestita da artisti e dedicata all’editoria e alle pratiche sperimentali – e l’etichetta discografica Osàre! Editions, il testo trae origine dalla tesi di laurea di Dekker per il master in educazione artistica presso il Piet Zwart Institute di Rotterdam. Attingendo al lavoro di studiosi e artisti – in particolare Pauline Oliveros – Dekker affronta l’ascolto come un invito all’azione: un modo per sintonizzarsi con l’ambiente circostante, con il proprio corpo e con le urgenze che caratterizzano il nostro mondo politico e sociale. Il lancio del libro si concretizza in un’esperienza di ascolto che concretizza la ricerca alla base della pubblicazione, seguita da un dialogo pubblico sull’ascolto come pratica, metodo e politica.
Qui, vi rimetto il link per accedere all’intero programma del festival.






