Anche quest’anno il Festival Archipel a Ginevra non si smentisce, proponendo un programma che interesserà certamente tutti coloro che sono più sbilanciati verso una propensione elettroacustica della musica contemporanea. Come al solito molte anteprime create appositamente per il festival e un validissimo palinsesto che si svolgerà dal 17 al 26 aprile prossimo: composizione, spazi per l’improvvisazione, pezzi acusmatici, film, laboratori, momenti per la documentazione.
Facendo una divisione grossolana tra le anteprime che gireranno nel festival ginevrino che si trovano nell’area della composizione (anche assistita), dell’improvvisazione e dell’acusmatica, stimolano parecchio la curiosità quelle per la composizione di:
-Zeynep Toraman, Sometimes at Night the Far Away Stars, per ensemble ed elettronica, che viene messa di fianco al Grisey di Vortex Temporum;
-Naomi Pinnock, The Mountains are no more fixed than the stars, per l’insolito trio di violino, corno e piano, messa di fianco al Trio di Ligeti;
-Séverine Ballon, con un nuovo lavoro per ensemble che scaturisce dalla frequentazione del Centro diurno della Croce Rosse a Ginevra.
Per l’improvvisazione desta attenzione il lavoro di Mazen Kerbaj, circondato dalla tromba e il laboratorio dei suoi oggetti, che farà anche trio con due musiciste palestinesi, Maya Al Khaldi e Sarouna e quello del duo giapponese Ato no Mae, un duo diviso tra oggetti sonori e performance.
Quanto alla relazione elettroacustica moltissime prime di interesse, tra cui un’ampia area celebrativa per Kristina Kubisch, con alcune idee del suo repertorio e Imprévues, un pezzo fatto appositamente per l’Ensemble Vortex; nella stessa giornata anche Memoria de pajarito di Fernando Garnero, per 4 strumenti ibridi e un sistema di feedback autoregolato; poi Martina Berther, con un lavoro elettroacustico compiuto su suoni del basso elettrico opportunamente trasformati, le cornamusa con elettronica di Octave Courtin, le frequenze infrasoniche delle membrane degli altoparlanti di Gabriele Valtchev, il sonoro organico delle opere di ceramica di Elena Laurinavičiūtė.
A proposito di ‘organico’ un laboratorio bio-sonico tradurrà l’energia prodotta dai microorganismi (batteri, vermi, protozoi, funghi) in processi musicali.
Per gli italiani, parteciperanno Giuseppe Ielasi, che presenterà all’acusmonium il suo programma di Un’insistenza sul materiale, collezione di frammenti sonori degradati e sovrapposti e Alessandra Novaga con L’immagine artistica è sempre un miracolo; Luciano Berio otterrà omaggio grazie a Pomàrico che dirigerà l’Orchestra e i coristi solisti dell’Università di Ginevra per eseguire Coro.
Qui il link per scorrere in dettaglio l’intero programma.






