Ritorna il Manifeste, il celebre appuntamento annuale dell’IRCAM dedicato alla creazione musicale contemporanea, alla musica elettronica e alle arti performative. Nei consueti luoghi di Parigi che ospitano gli eventi della rassegna (dal 3 al 27 giugno), ossia l’Espace de projection dell’IRCAM, il Centre Pompidou, il Centquatre-Paris, la sede della Philharmonie de Paris, il Théâtre de l’Athénée, l’Arts Center of Enghien-les-Bains, il festival unirà la musica con progettualità interdisciplinari come danza, teatro e arti digitali, circa 30 eventi che si focalizzeranno sul lavoro creativo di alcuni compositori, con una presenza consistente di compositori e musicisti italiani.
Quest’anno ci saranno omaggi speciali per il centenario della nascita dei compositori Morton Feldman e György Kurtág e alcune creazioni in anteprima di gran prestigio, tra i quali spiccano l’opera Décaméron di Matteo Franceschini, tre nuove composizioni di Øyvind Torvund, Stefano Gervasoni e Patricia Kopatchinskaja per l’Orchestre Philharmonique de Radio France, una versione inedita e immersiva dell’installazione Solid Light di Anthony McCall, che proietta quattro nuovi “cicli di luce” pensati per interagire con la musica vocale ed elettronica del festival, la prima di Nun VI di Sarah Nemtsov.
Una propensione del festival di quest’anno sembra la commistione intelligente della musica con strutture tradizionali, ciò che sarà corroborato da il Fado Errático di Cristina Branco, che unisce il fado tradizionale portoghese all’avanguardia tecnologica dell’IRCAM, e dal progetto Diwan Midi di Deena Abdelwahed, che fonde le strutture musicali arabe con l’elettronica seria dell’IRCAM.
Gli altri italiani coinvolti sono Alessandro Baticci, Francesco Dillon, Emanuele Torquati, Riccardo Nova, Mauro Lanza e Claudia Jane Scroccaro. Per le loro funzioni e l’intero programma più dettagliato leggi qui.






