Nella creazione contemporanea è frequente che l’atto sonoro venga coinvolto da altre virtù artistiche o aspettative di dialogo. Parliamo in questi casi di un vero e proprio ecosistema da scrutare, uno in cui il corpo dell’esecutore, la materia musicale vibrante, le rifrazioni digitali e/o coreografiche si fondono in un unico organismo espressivo.
Un progetto recentissimo che si colloca in questo orizzonte di sincretismo è minimalANIMAL, concerto/performance transdisciplinare ideato e composto dalla compositrice Anna Sowa, con Margherita Berlanda alla fisarmonica e Angela Demattè alle coreografie e costumi. Attraverso tre sezioni di lavoro progressivamente sviluppate tra il 2024 e il 2026, minimalANIMAL esplora il rapporto tra riduzione formale ed espressività istintiva, un passaggio transizionale che si porta dentro tutta una serie di evoluzioni non convenzionali che vanno dall’uso della fisarmonica alla partitura scenica, dalla geometria drammaturgica al ruolo del live electronics sul palco. L’abbinamento dei termini minimal e ANIMAL è rappresentativo del concetto estetico da raggiungere: minimal sta






