String quartet e field recording nella scrittura contemporanea

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La combinazione tra quartetto d’archi e field recording (registrazioni di campo) rappresenta una delle frontiere più affascinanti della musica contemporanea ed elettroacustica. Questa unione offre indiscutibili vantaggi estetici, strappa l’organico classico per eccellenza dal suo isolamento cameristico, lo proietta in dimensioni aggiornate ai tempi che possono essere di natura ecologica, geopolitica o anche solo narrativa. I frammenti della realtà forniti dal field recording donano al quartetto d’archi nuove vesti temporali, arricchendo la partitura di contesti semantici immediatamente spendibili.
Quella della combinazione tra string quartet e field recording è naturalmente una particolare specificazione del rapporto tra quartetto ed elettronica, così come costituisce una categoria combinatoria che si trova tra le molte che sono state istituite nell’ambito strumentale; tuttavia è degna di essere presa in considerazione poiché questo tipo di ibridazione comporta notevoli complessità esecutive e acustiche: ci sono innanzitutto problemi nel trovare l’intonazione complessiva e il giusto spettro perché i field recording contengono rumori complessi a spettro inarmonico o contengono fluttuazioni di tono della realtà (es. il vento o i motori), il che significa che i musicisti devono essere preparati nel saper calibrare il proprio timbro su frequenze non temperate. Poi spesso c’è da rispettare un sincronismo tra partitura e introduzione del field recording, ciò che costringe gli esecutori ad essere particolarmente attenti al click track ma allo stesso tempo sacrificando la flessibilità agogica e il respiro collettivo del quartetto. C’è sempre bisogno di un bilanciamento in definitiva che deve integrare una fragilità acustica degli elementi, difficoltosa attività che solo i quartetti d’arco più specializzati e affiatati riescono a produrre: in tal senso si rivelano fondamentali le esperienze dell’Arditti Quartet, del Kronos, del Mivos, del Jack Quartet, del Béla e, orgoglio tutto italiano, quello del Quartetto Maurice.

In questo studio sono andato a fare uno screening di tutta la

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.