Georg Friedrich Haas: string quartets, solo piano e live electronics

0
578
Photo Source Die Datei stammt aus dem New York Times Artikel https://www.nytimes.com/2014/02/23/arts/music/georg-friedrich-haass-works-are-rooted-in-microtonality.html. Urheber des Fotos ist Gian Marco Castelberg. Author Gian Marco Castelberg (Gian Marco Castelberg Photography), Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

Sul maestro austriaco Georg Friedrich Haas (*1953) gravano sempre enormi aspettative, dovute di certo alla sua radicale visionarietà ma anche e soprattutto al riconoscimento pressoché unanime di “in vain” (2000) come uno dei primi capolavori del terzo millennio. Il culto che lo circonda, tuttavia, non si limita a quella suite così iconica, poiché in seguito l’utilizzo del buio

in alternativa
Articolo precedenteMatteo Cesari rilegge l’intera opera per flauto di Sciarrino
Articolo successivoMarco Fusi su lavori in solo viola e violino di Scelsi
Critico e curatore musicale indipendente, è autore del blog Esoteros (www.esoteros.net), dove pubblica recensioni in italiano e inglese di musica “altra”– sperimentale, avanguardia, improvvisazione e classica contemporanea. E’ stato redattore di Ondarock per 10 anni. È co-fondatore e direttore artistico del progetto culturale Plunge, attivo a Milano e dedicato alla promozione delle più interessanti espressioni della musica elettronica e di ricerca contemporanea; dal 2016 Plunge è guest curator della prestigiosa rassegna di musica elettronica Inner_Spaces presso l’Auditorium San Fedele.