Michael Thieke, Yorgos Dimitriadis – Diaphanies

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dïàfano agg. [«lasciar trasparire», «attraverso» e «mostrare»]. – In fisica, di corpo parzialmente trasparente, tale che guardando un oggetto attraverso di esso si vedano soltanto i contorni. Con significato più generico, fuori dell’uso tecnico, trasparente, terso, limpido, riferito soprattutto all’aria e al cielo.

È proprio Diaphanies il titolo scelto per il disco oggetto di questa recensione. Diaphanies consta di due corpose tracce (Front, Back, entrambe da circa venti minuti) del duo composto da Michael Thieke (clarinetto) e Yorgos Dimitriadis (batteria, elettronica). Thieke (b. 1971) musicista di lungo corso, di base tra Roma e Berlino (specialmente in quest’ultima città) ha contribuito a far emergere quelle voci della musica improvvisata sorte negli anni ’90, riferibili all’ambito echtzeitmusik[1]. Mi sono occupato del suo stile improvvisativo in occasione di Motionless Pool, in duo con la pianista Marina Džukljev. Yorgos Dimitriadis (b. 1964) “è un musicista sperimentale, compositore