‘Travestirsi’ non significa solo mettere addosso un abito che convenzionalmente appartiene ad altri. A pensarci bene, il travestimento porta con sé alcune problematiche essenziali dell’esistenza che le arti possono rappresentare con chiarezza: può essere un modo per rielaborare un trauma, avere la possibilità di mostrare capacità e creatività e in definitiva competere per un’identità del momento, una libera e senza pregiudizi.
Nel nuovo lavoro al solo contrabbasso di Michele Bondesan il travestimento fa parte di una prerogativa semantica che cerca di offrire processi di costruzione dei significati di ogni singola particella musicale. nothingness, 40 minuti di contrabbasso e registrazioni da nastro, divisi in 4 movimenti (chiamati ‘travestimenti’) sviscera analogie con matrici deleuziane della musica, quelle che hanno legato le scomposizioni/ricostruzioni del filosofo francese con l’atto della metamorfosi continua:
“I travestimenti e le variazioni, le maschere e i costumi, non vengono






