Joanna Bailie e l’Oslo Domkor: City Lines

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Foto Nabeeh Saman

Le eredità di Peter Ablinger sono vivissime più che mai. Sappiamo che compositori e musicisti hanno da tempo portato musica popolare o jazz all’interno delle chiese per sfruttarne spazialità o come strumento culturale, ma una faccenda un tantino più complicata è quella di far entrare in connessione nelle chiese musica, canto e ‘vita reale’. Non è un legame impossibile da trovare specie se tentiamo di far entrare nello spazio ecclesiastico testimonianze del mondo esterno usando mezzi che la possono rappresentare: pensiamo all’elettronica, per esempio, con la quale possiamo ‘congelare’ in un nastro o in uno strumento multitraccia dei soundscapes di qualsiasi tipo. La compositrice Joanna Bailie lo ha fatto per City Lines, un rarissimo incontro tra un coro di grandi dimensioni e una selezione di suoni portati su nastro e scelti da 280 registrazioni di campo fatte nella città di Oslo, dove ha vissuto stabilmente per circa 3 settimane.

La commissione in questione è nata per l’edizione

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.