Rip Hans Falb

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foto Uli Templin

Tantissimi amici improvvisatori stanno condividendo su Facebook la notizia della scomparsa di Hans Falb a 71 anni, data da suo fratello Manfred.

 

 

 

Hans Falb era conosciuto come musicista e promotore culturale. Del primo aspetto va detto che è stato un percussionista e un bravissimo turntablist, uno che nelle esibizioni soliste o di gruppo non si accontentava di far ruotare dischi e gestire i posizionamenti, ma utilizzava dischi graffiati o nuovi di zecca per avere ulteriori funzionalità, piatti rotti capovolti, biglie e altri oggetti utili per ottenere suoni spietati dai suoi giradischi. Thomas Albert Zlabinger, un contrabbassista che per il suo dottorato si occupò di redigere una capillare storia del jazz e della musica improvvisata a Vienna, raccontò che in un concerto con Falb vide usare una copia di New York, Fall 1974 di Braxton.
Come promotore culturale il suo capolavoro è stato quello di diventare il propulsore di uno dei più importanti festival internazionali dell’improvvisazione a Nickelsdorf in Austria, ossia il Festival Konfrontationen, di cui è stato direttore artistico per 45 anni. Quel festival si è fregiato della Jazzgalerie, un luogo speciale delle esibizioni, un palco all’aperto per suonare, caffè, ristorante, libri, servizi esterni opzionali e tanta convivialità e voglia di stare insieme: alla Jazzgalerie sono praticamente intervenuti tutti i big storici dell’improvvisazione (vedi qui tutte le locandine dei programmi nel sito ufficiale del festival); spesso Hans si infiltrava tra i musicisti che invitava, talvolta istituendo delle gag, ma badate bene che non si trattava di un uomo versato al jazz ortodosso, non fatevi ingannare dall’etichetta usata, perché Falb era un eccentrico musicista con una visione avanzatissima della musica improvvisata, uno della stirpe di Bennink, Honsinger o Taylor ma anche capace di accogliere le istanze innovative dell’elettronica. Purtroppo non ci sono testimonianze discografiche estese della sua musica, c’è qualcosa che emerge da alcuni lavori discografici fatti per via della sua etichetta collegata al festival (la Jazzgalerie Nickelsdorf), una documentazione contenuta nelle attività della manifestazione, e poi sparuti lavori che lo riprendono in concerto: quello più facile da reperire è The Prague Tapes, a nome di Poisonous Frequencies & Hans Falb, dove suona i turntables in un quartetto improv in Repubblica Ceca dal clima inusitato.
Falb era molto ben voluto. Per qualcuno la sua morte sarà la fine di un’epoca. Purtroppo mi dispiace di non averlo conosciuto.

RIP Hans Falb

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Music writer, independent researcher and founder of the magazine 'Percorsi Musicali'. He studied music, he wrote hundreads of essays and reviews of cds and books and his work is widely appreciated in Italy and abroad via quotations, texts' translations, biographies, liner notes for prestigious composers, musicians and labels. He provides a modern conception of musical listening, which meditates on history, on the aesthetic seductions of sounds, on interdisciplinary relationships with other arts and cognitive sciences. He is also a graduate in Economics.