Stabilire una successione storica dei multifonici applicati al sassofono è operazione impervia. Oggi sappiamo tante cose al riguardo, abbiamo una panoramica completa sugli utilizzi fatti da Coltrane, Lacy o Parker nell’improvvisazione, così come abbiamo conto dell’interesse dei sassofonisti classici per quella tecnica soprattutto intorno agli anni ottanta del secolo scorso (vedi per esempio Kientzy o Weiss). La multifonia ha aperto un venerabile campo d’azione, centinaia di tecniche basate su diteggiatura, soffio e apertura di canali armonici inaspettati che possono però essere plasmati secondo le esigenze del compositore o improvvisatore. Una particolare configurazione dei multifonici si è prodotta grazie ad alcuni compositori della label Wandelweiser, memori del silenzio di Cage e di una ricerca profonda condotta sulle dinamiche della multifonia: grazie a gente come Beuger o Frey, il multifonico






